Libera, colta, partecipata

Armando editore ha pubblicato un libro agile e incisivo sulla scuola vista nella prospettiva di insegnanti che amano il proprio mestiere. Il libro è di Paolo Petrocelli:  Il mandolino del professor Pietro Celli.

Da segnalare le  conclusioni:

La vorremmo così, io e tanti miei colleghi: libera, colta, partecipata, non possiamo immaginarcela che così, la scuola in cui ci piacerebbe lavorare, quella che abbiamo pensato (pensiamo ancora?) di poter contribuire a costruire, se solo ci lasciassero lo spazio e le energie.
Libera dalle pretese dell’economia e dalla nuova mitologia del “territorio”, dai linguaggi burocratico-aziendali che non parlano di persone ma di organizzazione, dal riformismo astratto di chi non trova né il tempo, né l’umiltà di ascoltare.
Colta, perché la cultura, che è qualcosa di diverso sia dall’erudizione fine a se stessa, sia dallo spicciolo nozionismo, serve alla vita, la riempie, la orienta e le dà senso, le insegna a convivere con il dubbio, la contraddizione, l’errore.
E poi, partecipata. Perché riconosce come suo elemento essenziale il coinvolgimento di insegnanti e studenti all’interno di relazioni umane fondate sulla dimensione del dono, sul piacere di trasmettere e di ricevere qualcosa di importante; perché si fonda sulla simpatia nel senso originario di condividere emozioni, accettando la fatica di crescere, di imparare, di spendersi in prima persona.