Si parla molto di capitalismo sostenibile e di corporate purpose, anche in Italia. Nel lungo articolo reso disponibile online da Sviluppo & Organizzazione cerco di analizzare criticamente questa tematica, a partire dai suoi fondamenti nella teoria dell’organizzazione.
Nel numero della rivista che conclude il 2025 ho promosso una discussione a più voci del volume di Marco Vitale e Vittorio Coda che riafferma la vitalità del pensiero strategico dell’Economia aziendale italiana nel contesto complesso e incerto dei nostri giorni.
Renato Ruffini in questa conversazione spiega perché dopo 40 anni facciamo ancora gli stessi errori nell’intento di riformare le amministrazioni pubbliche.
E’ uscito il nuovo numero della rivista. Contiene tra l’altro (solo online) il mio lungo articolo su “Verso un capilalismo sostenibile. Ambiguità e rilevanza della riscoperta del purpose”.
La presentazione richiama gli snodi e le finalità comuni dei due Manifesti, da cui discende la decisione di farne oggetto di presentazioni e discussioni congiunte.
Nel numero di Sviluppo & Organizzazione in uscita prendiamo lo spunto dall’ultimo libro di Mintzberg, per affrontare un tema organizzativo molto attuale. Le grandi imprese globali stanno attraversando una fase di cambiamento senza precedenti nelle loro strutture.
Questi cambiamenti riflettono un’insoddisfazione e un’inquietudine nel management, con un’accentuata centralizzazione
delle funzioni chiave nel quartier generale e un’espansione delle funzioni trasversali come finanza, HR, sostenibilità e tecnologia.
In questo, forse la sfida principale consiste nel rivedere i fondamenti dell’autorità manageriale, cercando una legittimazione morale
attraverso scopi organizzativi significativi e orientati al bene comune. Questa prospettiva offre una via da percorrere per un management
più responsabile e orientato al futuro, fondato su valori etici e collaborativi, ma non è tutto così semplice né così scontato. C’è molto da dibattere e continueremo a farlo con altre iniziative.