Le più aggiornate riflessioni sulle metodologie e tecnologie didattiche criticano molto l’uso indiscriminato e poco creativo di tecnologie moderne e molto diffuse: viene così evocata la tirannia di powerpoint come emblema di una comunicazione didattica visualmente seduttiva e intellettualmente vuota. Un articolo di Yiannis Gabriel su Organization Studies, n. 2, 2008 sostiene che la tecnologia non solo supplisce ad analisi deboli, ma induce una parcellizzazione della conoscenza in punti, una linearità forzata dell’argomentazione che inibisce improvvisazione, digressione e inventività. Questo tipo di tecnologia di per sé costituisce un elemento statico di qualità, che può tuttavia assumere una valenza molto positiva quando si combini con forme di utilizzo dinamico. Lo stesso articolo ne suggerisce diverse: anche powerpoint può costituire una risorsa che lavora sull’enfasi dell’immagine propria della nostra cultura e sulle abilità di decodificazione multitasking, filtro e critica. Questo tipo di strumento, invece di automatizzare le caratteristiche esistenti di una lezione, può ridefinirla come una esperienza multimediale, problematizzare la conoscenza, porre domande, configurare puzzles, creare discontinuità e stimolare il desiderio di imparare. Si possono combinare testi con diversi e oscuri significati, immagini decodificabili in diversi modi, generare discontinuità tra conoscenza ed esperienza, tra differenti tipi di stimoli, tra emozione e cognizione, tra ciò che è conosciuto e ciò che è desiderato. Si tratta anche di tener conto che le nuove generazioni di allievi esprimono abilità di tipo nuovo, come l’abitudine al multitasking, la capacità interattiva, il saper gestire continue interruzioni rispetto a momenti brevi di attenzione; queste sono tutte caratteristiche che si possono valorizzare quando si riesce a configurare un lezione dall’ascolto di una singola voce lineare di autorità verso una esperienza che decodifica una molteplicità di segnali, con audio e video, che divergono e convergono, dove anche l’uso dell’ironia gioca un ruolo e si impara progressivamente a discriminare, comparare e appropriarsi creativamente di contenuti nuovi.