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Ruolo notarile?

E’ significativa questa reazione del Ragioniere generale dello Stato Canzio alle critiche ricevute in merito al decreto che sblocca i crediti alle imprese. Viene ribadito il ruolo “notarile” della Ragioneria e il ruolo degli alti funzionari statali come  custodi tecnici, non politici. Così Canzio ribadisce la neutralità politica della sua azione e il servizio allo Stato come tale.  Questo però sposta il problema perché  oggi quello che si discute non è tanto l’impazialità delle strutture centrali, che in effetti hanno sempre generato lo stesso tipo di soluzioni indipendentemente dai governi di diverso segno, ma proprio il merito tecnico di questi provvedimenti. V. anche il commento di guido gentili  interdizione di stato :  ciò che occorre oggi  è  l’approntamento di soluzioni tecniche idonee a evitare che problemi di questo tipo si ripropongano continuamente, anche dopo che  i provvedimenti richiesti entrano nelle fasi di implementazione. Il fatto di risentirsi e di metterla sul piano della correttezza istituzionale non aiuta ad andare avanti.

L’università come mondo vitale

L’articolo di celli mette in luce la sterilità dei dibattiti sui tecnicismi della valutazione di fronte al problema di fondo per l’università di oggi: “se non ripensiamo l’istituzione in funzione delle sue vere finalità e delle nuove sfide, avendo il coraggio di dire quello che è riforma fasulla e bisogni veri, continueremo ad alimentare una cultura perdente”. Per questo non basta la trasmissione di conoscenze ma serve “un supplemento crescente di eperienze multiple”…

L’impresa come risorsa sociale

L’articolo di Pellegrino Capaldo  cominciamo dall’impresa si distingue da altre proposte sulla riduzione dei carichi fiscali perché esce dalla genericità delle politiche macro per portare attenzione al soggetto impresa come vera e propria risorsa sociale e in fondo ‘bene comune’ da cui dipendono le opportunità di lavoro e il benessere. E’ un’ottica dinamica e non statica che porta anche a distinguere i comportamenti aziendali virtuosi, che occorre promuovere” da quelli che lo sono meno. Altrettanto interessante è l’apertura a una diversa considerazione dell’impresa sociale e non profit.

La ricerca sulla valutazione : materiali e interventi

Sul sito di  aidea sono disponibili le slides presentate il 15 febbraio al convegno al CNR di Roma sulla valutazione dell’università:

rebora : può funzionare una valutazione come rimedio alla debolezza di governance e politiche pubbliche?

regonini : la valutazione senza le politiche. L’assenza di una prospettiva di policy

reale-marini : come la valutazione cambia le università: un confronto tra Italia e Francia

turri : conseguenze, effetti e significati della valutazione

introduzione al dibattito sulla ricerca nelle scienze sociali (rebora)

Intervento di Tullio jappelli

Intervento di Alberto baccini

L’inglese degli ingegneri

Unesco, Accademia dei Lincei, Accademia dellaCrusca, Società Dante Alighieri figurano tra i promotori del Convegno Lingua Cultura Libertà che ha discusso criticamente la decisione del Politecnico di Milano di tenere esclusivamente in lingua inglese i corsi di laurea magistrale.

Il rettore Giovanni Azzone aveva spiegato questa scelta sostenendo che gli studenti italiani «avranno, oltre alle competenze più scientifiche, anche un’apertura culturale internazionale. Perché un ragazzo che si affaccia al mondo del lavoro deve abituarsi a lavorare in contesti internazionali» . E poi, in questo modo, si attraggono «studenti stranieri, un valore aggiunto per il nostro paese. L’Italia ha una forte attrattiva culturale, ma anche una barriera, la conoscenza limitata della lingua: insegnando in inglese attraiamo tutte quelle persone interessate alla cultura italiana». Insomma, dice Azzone, «è indispensabile innovare insieme alle imprese e per farlo è necessario attrarre e trattenere capitale umano di qualità».

Credo che si sbaglierebbe però  considerando questa discussione  solo nell’ottica della contrapposizione tra schieramenti di diverso segno: da una parte starebbero gli innovatori, aperti al mondo, e dall’altra i conservatori, attaccati a una tradizione che ci condannerebbe al declino; oppure, secondo una opposta visione, da una parte i fautori di una tecnicizzazione dell’università che cede alle mode indotte dalla globalizzazione e dall’altra i sostenitori dei valori umanistici della nostra cultura e della loro valenza anche per lo sviluppo del sapere scientifico.

Potrebbe essere l’occasione invece, per chi forma figure chiave per il mondo professionale e dell’impresa come ingegneri e architetti, di riflettere sul linguaggio che si usa in questi mondi (al di là della lingua formale), sulle modalità per influenzarlo nell’ottica anche dell’innovazione, sui rischi di una eccessiva omologazione.

George Steiner nel suo classico “After Babel” trova ragioni persuasive  per la molteplicità delle lingue e suggerisce che “la forza costruttiva della lingua nella concettualizzazione del mondo ha avuto un ruolo cruciale nella sopravvivenza dell’uomo …”. Se è vero che “ogni lingua umana traccia una diversa planimetria del mondo”, si deve alla “miracolosa capacità delle grammatiche a  generare realtà alternative, frasi ipotetiche e, soprattutto, i tempi del futuro” la possibilità data alla nostra specie “di  sperare, di proiettarsi ben al di là dell’estinzione dell’individuo” e alla fine di “perdurare, e perdurare creativamente”.

Il nesso tra  la ricchezza e diversità linguistica e l’innovazione sociale ed economica merita di essere esplorato con maggiore profondità in relazione alla cultura dell’impresa e delle moderne professioni da parte delle  università che formano la classe dirigente del futuro. I riferimenti frequenti a concetti come il “capitale umano di qualità” evidenziano i limiti di linguaggio che riguardano le stesse istituzioni formative più moderne e internazionalizzate …

Convegno al CNR sulla valutazione


Ieri 15 febbraio, il convegno al CNR di presentazione dei risultati sul progetto di rilevante interesse nazionale (PRIN) sulla valutazione dell’università ha costituito un momento intenso e vivace di confronto a più voci: ministero, anvur, esponenti delle diverse comunità scientifiche, studiosi dell’higher education, manager universitari hanno discusso i risultati presentati dal nostro gruppo di ricerca.  Il convegno ha avuto attenzione anche sul blog di  io donna su  avvenire-13-2, avvenire-intervista e ilmondo