Nell’occasione della scomparsa di Giulio Andreotti ripropongo il mio commento di qualche anno fa del film il-divo
Rientra in questo argomento tutto ciò che riguarda l’utilizzo della narrativa per approfondire i problemi del management e delle organizzazioni
Nell’occasione della scomparsa di Giulio Andreotti ripropongo il mio commento di qualche anno fa del film il-divo
E’ uscito il n. 252 di Sviluppo & Organizzazione, dove tra l’altro si analizza il film Margin Call sulla crisi della finanza.
E’ uscito il n. 251 di Sviluppo & Organizzazione, dove tento una lettura in chiave di comportamento organizzativo di due romanzi recenti, di Melania Mazzucco, Limbo,e Paolo Giordano, Il corpo umano, che ambientano nella missione militare italiana in Afghanistan le vicende poste al centro della rispettiva narrazione.
E’ uscito il n. 250 di Sviluppo & Organizzazione. In Cinema & Romanzi si commenta “l’arte di vincere”.
Jim March , ormai ultranovantenne, nel discorso in occasione del suo ritiro a Stanford ha lasciato una lezione indimenticabile, sintetizzabile nell’invito a basare la propria azione “not on anticipations of consequences but on attempts to fulfill the obligations of personal and social identities and senses of self.”
Questo in tema di università e di scuole di management ma anche di prospettive personali.
Rampini su repubblica fa l’elogio della razionalizzazione illuministica operata in tanti campi con lo strumento della standardizzazione: la-legge-dello-standard- ; si può però vedere la cosa da un altro punto di vista come fa Minghetti, criticamente : la-dittatura-dello-standard-e-il-nonsenso-di-alice Si potrebbe però chiamare in causa anche Procuste con il suo letto ….
Una parabola evangelica molto controversa viene riproposta nell’ottica di un biblista e in quella di un politico : il concetto di talento, così maltrattato dalla letteratura di management, ne esce in una luce più persuasiva: “Il talento è un bene relazionale che suscita un riconoscimento. Proprio in quanto figura del riconoscimento la parola è legata alla parabola da nessi tanto profondi quanto trascurati.”
Il governo Monti attira già le critiche di quelli che sembravano i suoi più ardenti sostenitori come il duo Alesina-Giavazzi : presidente-cosi-non-va Ma questo non dovrebbe stupire troppo, come meglio di tutti ha rappresentato Robert Musil mettendo queste parole in bocca a Ulrich, l’uomo senza qualità: “Crede lei, signora, – chiese Ulrich, – che un uomo il quale combatte oggi pro o contro una causa, se domani diventasse per miracolo il padrone assoluto del mondo farebbe subito, il giorno stesso, quello che per tutta la vita ha chiesto a gran voce? Io sono sicuro che si concederebbe un rinvio di due o tre giorni”.
La storia e il linguaggio contano: come mostra l’approccio all’economia di deirdre mccloskey : che nei suoi interventi come quello a EGOS 2011: editorials non risparmia critiche impietose alla mainstream degli economisti:
The progress of economic science has been seriously damaged. You can’t believe anything that comes out of [it]. Not a word. It is all nonsense, which future generations of economists are going to have to do all over again. Most of what appears in the best journals of economics is unscientific rubbish. I find this unspeakably sad. All my friends, my dear, dear friends in economics, have been wasting their time….They are vigorous, difficult, demanding activities, like hard chess problems. But they are worthless as science.
The physicist Richard Feynman called such activities Cargo Cult Science….By “cargo cult” he meant that they looked like science, had all that hard math and statistics, plenty of long words; but actual science, actual inquiry into the world, was not going on. I am afraid that my science of economics has come to the same point.
— (Deirdre McCloskey, The Secret Sins of Economics (2002), 41, 55f)[4]
Allo spazio Oberdan è stata inaugurata la mostra “astrattismi paralleli” dove espone tra gli altri Carlo D’Orta , dirigente della Camera e giurista esperto del pubblico impiego: le sue foto lavorano sui riflessi e sulle vibrazioni, offrendo visibilità a dimensioni inesplorate del reale