Archivi categoria: Narrativa

Rientra in questo argomento tutto ciò che riguarda l’utilizzo della narrativa per approfondire i problemi del management e delle organizzazioni

E’ difficile convincere tutti

L’articolo dell’imprenditore che ha creato   geox  è brillante e trasuda di soddisfazione. Si tratta dell’attenzione e del plauso verso  la propria storia aziendale ottenuti in un incontro di presentazione organizzato da una delle più conosciute business school americane. L’articolo è ben costruito, il contenuto stimolante. L’imprenditore e la sua impresa godono di forte reputazione. Entrambi sono pluripremiati. Tuttavia l’aspetto forse più interessante riguarda i commenti che alcuni lettori hanno aggiunto all’articolo, utilizzando un’opportunità interattiva offerta dal sito Internet del quotidiano. Perché la maggior parte dei commenti suscitati esprimono una reazione negativa; uno critica il prodotto per un difetto che ha riscontrato; un altro giudica troppo “pubblicitario” il contenuto; non manca chi chiede all’azienda di applicare per prima le indicazioni date dall’imprenditore; c’è anche  chi se la prende con gli extra-profitti ottenuti dall’impresa de-localizzando e chi rimprovera all’imprenditore un tono troppo predicatorio. Le storie sono uno strumento potente di comunicazione. Anche quelle aziendali, e manager e imprenditori lo stanno capendo sempre di più. Tuttavia le storie troppo belle e scritte a senso unico annoiano chi le ascolta; e, soprattutto, suscitano reazioni. Gli imprenditori sono “uomini del fare”, per questo sono apprezzati quando sviluppano buoni prodotti e buone imprese. Quando però “salgono in cattedra”  e “fanno la lezione” annoiano anche più dei professori. Né bastano i risultati ottenuti a salvarli.

Carcere e istruzione

Il romanzo dello psichiatra tim_willocks  “Il fine ultimo della creazione” analizza crudamente la vita in un carcere americano. L’autore dice in questa intervista: “In Usa, soprattutto in California, si spendono più soldi per gli istituti di pena che per l’istruzione. È un chiaro segnale di una società in disgregazione”

L’insegnamento di Don Chisciotte

Jim March, grande maestro degli studi di organizzazione ormai più che novantenne, ha realizzato un film su Don Chisciotte che tratta di  leadership ora disponibile sul sito di Stanford:

“But why Don Quixote? What lessons can we learn from the fictional 16th-century gentleman who careered around the Spanish countryside tilting at windmills and challenging sheep to battle? Indeed, as March says in the film: “We live in a world that emphasizes realistic expectations and clear successes. Quixote had neither. But through failure after failure, he persists in his vision and his commitment. He persists because he knows who he is.”

Manca l’umorismo

La risposta che darei al quiz di ieri è C) agli economisti manca l’umorismo, non tanto per la “tristezza” della loro scienza ma perché molti di loro hanno la tendenza di prendersi troppo sul serio; certo non vale solo per loro, come ho sostenuto anche in questo vecchio articolo su umorismo&management  che scomoda persino Pirandello.

I bravi manager leggono romanzi

 Interessante intervista di    celli  su ticonzero, tra l’altro dice:    “Non conosco, infatti, nessun buon manager che ha studiato solo manuali. I bravi manager leggono, leggono romanzi. Molti bravi manager che ho conosciuto, penso a Tatò, ma anche a Marchionne, non sono economisti o ingegneri, sono laureati in filosofia e poi magari hanno ottenuto una seconda laurea in economia, in giurisprudenza…”