La scuola secondo Giavazzi

Giavazzi sul Corriere di oggi sostiene che “il primo passo per una riforma della scuola ” è la  sostituzione dei concorsi pubblici con “un sistema in cui le assunzioni vengono decise da chi poi sopporta le conseguenze di un’eventuale decisione sbagliata, in primo luogo i presidi di ciascuna scuola”. Occorre che ci sia un maggiore spazio discrezionale per i presidi nella gestione della scuola. tabù-concorsi-scuola  La questione della discrezionalità nel management pubblico mi trova completamente d’accordo, ma meriterebbe un lungo discorso…

Meno convincente mi sembra invece l’idea che la forza della concorrenza sia risolutiva, con valutazioni esterne del tipo Ocde-PISA ,  larga informazione alle famiglie sui risultati delle diverse scuole, ampia possibilità di scelta della scuola cui iscrivere i figli. In ogni caso questo non è un vero mercato e sappiamo che i mercati simulati e artificiali non funzionano come si vorrebbe, perché sono esposti alla legge di Goddhart (v. post del 10 maggio): educazione e legge di goodhart. Le stesse analisi PISA lasciano perplessità: mi piace vedere che la Valle d’Aosta possiede scuole tra le migliori, soprattutto perché 10 anni fa sono stato direttore dei corsi per i suoi presidi, affidati alla LIUC, ma qualche dubbio qualcuno potrebbe averlo…