I giornali hanno riportato che Tremonti, parlando ai giovani industriali a Capri, ha ribadito una cosa che sembra ovvia: «la finanza non è un fine ma un mezzo, la finanza trasferisce ma non produce ricchezza» tremonti ai giovani
In realtà Tremonti come mostra il video ha invitato i giovani industriali a riflettere in profondità partendo dalla ragioneria come vera e propria parabola che illustra la mutazione avvenuta nel capitalismo. Ecco un passaggio essenziale: “Questa tendenza parossistica e istantanea dal conto patrimoniale al conto economico riflette una profonda mutazione intervenuta nel capitalismo, all’origine nel vecchio mondo contava in partita doppia il conto patrimoniale ma anche il conto economico, contava il meccanicismo e l’automatismo dei valori espressi giorno per giorno dalla borsa ma contavano anche altre valutazioni che avevano un carattere fiduciario, organico, personale , non 100 anni fa, ma 10 anni fa contava il conto economico ma contava nell’economia conoscitiva e gnoseologica del bilancio anche una serie di categorie diverse, il prudente apprezzamento degli amministratori (…)
Era un mondo nel quale contavano gli elementi patrimoniali insieme agli elementi reddituali. Poi una meccanica di scelte ha fulminato tutto questo equilibrato sistema di valutazione e di produzione della ricchezza, tutto si è spostato sul lato del conto economico e il conto economico si è fulminato dall’anno al semestre, dal semestre al giorno per giorno, il dato da cui si poteva estrarre il bonus per i manager. …
Emerge alla fine, negli ultimi anni, una terza dottrina che è quella dello shareholder value, che attribuisce al cosiddetto capitalismo manageriale il potere di sterminare tanto la proprietà quanto i lavoratori, in nome di una efficienza e di una modernità che supera tutto il resto, assorbe tutto in ragione del reddito, in ragione dell’anno, indipendentemente dai valori, dalla storia, dalle tradizioni e dalle proiezioni che sono comunque parte fondamentale del patrimonio di conoscenze del capitalismo”.