Il ministero dei Beni culturali ha provveduto al piano anticorruzione ai sensi della recente legge 190/2012. La natura iper-burocratica di queste norme ha generato il mostro di una circolare che dispone rotazioni frequenti dei dirigenti di cui l’articolo di settis ha evidenziato gli aspetti perversi, si deve sperare “non voluti”. Una volta di più emerge l’insostenibilità dell’attuale ordinamento amministrativo che porta sempre più a costruire “gabbie di carta” .. altro che la weberiana “Iron Cage” della burocrazia
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