Ci voleva un “bocconiano” come il Presidente Monti per introdurre un emblematico “comma 222” nel nostro sistema legislativo. Leggere per credere: un articolo della norma sulla spending review promossa dal Governo Monti (art. 3 comma 9 del decreto legge n. 95/12, convertito in legge n. 135 stesso anno) ha aggiunto all’art. 2 di una delle vecchie leggi finanziarie “tremontiane” (legge 191 del 2009) il comma 222 ter che prevede specifiche misure tese a ridurre gli spazi destinati all’archiviazione cartacea della documentazione delle amministrazioni statali. Si pensa di riuscire a governare dal centro con norme rigide aspetti di gestione minuta come la riduzione degli spazi di archiviazione dei documenti di organizzazioni complesse articolate su tutto il territorio nazionale come i ministeri. Demanio (e Corte dei Conti) dovrebbero coordinare e controllare tutto questo erogando eventualmente sanzioni economiche. Il Governo Monti non c’è più, le norme restano. Auguri! Il testo è questo:
222-ter. Al fine del completamento del processo di razionalizzazione e ottimizzazione dell'utilizzo, a qualunque titolo, degli spazi destinati all'archiviazione della documentazione cartacea, le Amministrazioni statali procedono entro il 31 dicembre di ogni anno, con le modalita' di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 gennaio 2001, n. 37, allo scarto degli atti di archivio. In assenza di tale attivita' di cui al presente comma le Amministrazioni non possono essere destinatarie della quota parte dei risparmi di spesa previsti dal sesto periodo del precedente comma 222 bis. Le predette Amministrazioni devono comunicare annualmente all'Agenzia del demanio gli spazi ad uso archivio resisi liberi all'esito della procedura di cui sopra, per consentire di avviare, ove possibile, un processo di riunificazione, in poli logistici allo scopo destinati, degli archivi di deposito delle Amministrazioni".