Il processo di riforme della PA si trova di fronte a un passaggio critico costituito dall’irrisolto e storico conflitto di competenze tra il Dipartimento della Funzione pubblica (che fa capo alla Presidenza del Consiglio come ministero senza portafoglio) e Il Ministero dell’economia. Indipendentemente dai ministri che si sono succeduti nel tempo queste strutture non hanno mai collaborato in modo apprezzabile nell’implementazione delle riforme, determinando uno dei motivi non secondari per gli insuccessi del passato. Sarà ancora così?
La legge Brunetta è stata definitivamente approvata in Parlamento: E’ una legge delega che apre molti fronti che saranno affrontati anche con i successivi provvedimenti, per la maggior parte non nuovi: produttività delle amministrazioni, valutazione, regole delle relazioni sindacati, ecc. Non mancheranno occasioni per discutere ma anche per operare in modo innovativo in questi settori.
Alexander Stille mette in luce un difetto sistematico delle nostre riforme. Il fatto di ispirarsi ad altri paesi ha un valore legittimante per le innovazioni ma il diavolo sta nei dettagli (che spesso non sono neanche tanto piccoli). processo-all’-americana-riforme-all’-italiana
Oggi 17 febbraio è una data importante per chi è contro il potere irresponsabile:
non è solo l’anniversario dell’apertura di Tangentopoli con il primo evento clamoroso ma soprattutto quello del rogo di giordanobruno (17 febbraio 1600).
Sono interessanti le posizioni del teologo Vito Mancuso, molto al di là dell’aspetto che riguarda cristianesimo e fede. Ecco alcuni interventi in cui :
individua analogie e convergenze tra il pensiero egualmente rigido di scienziati materialisti (il pensiero neodarwinista ortodosso), da un lato, e la dottrina ufficiale della Chiesa cattolica in tema di bioetica, dall’altro “a prima vista sembra non ci debba essere nulla di più distante, ma le cose, forse, non stanno così”: una-strana-convergenza
rivaluta la capacità di distinzione tra diritto ed etica propria dei vecchi democristiani come Andreotti: etica-di-fronte-alla-vita-vegetale
Secondo IBM l’impresa del futuro è “affamata di cambiamento” ma per ora i ceo non sono soddisfatti di come questo viene affrontato:
“Our research with practitioners revealed practical insights about closing
the change gap – including the insight that soft, people-related
factors typically present greater challenges than hard, technology related
factors that are typically easier to identify and measure”.
Per l’Unione Europea il 2009 è “The European Year of creativity and innovation”. C’è anche un sito dedicato che offre una interview-with-professor-de-bono nominato Ambasciatore di questa iniziativa. Certo i contenuti dell’intervista sono un po’ deludenti, non tanto innovativi e creativi! Quanti anni sono che De Bono ripete queste cose?
Sul Sole 24 ore del 14 dicembre Giuliano Amato scrive su “Le cose da fare e il respiro (nazionale) che manca”. Il futuro dopo la crisi richiede di sciogliere tre nodi principali : “meno ostacoli burocratici alla nascita e alla vita delle imprese, investimenti in innovazione e ricerca, valorizzazione del capitale umano”. Tutto ciò sembra pacifico ma “il problema è che queste parole sono diventate giaculatorie che ci ripetiamo a destra, a sinistra e in ogni dove, mentre in concreto tutto facciamo fuorché realizzarle, evidentemente perché ci sono ostacoli più forti di noi”… secondo Amato per la politica fare queste cose significa pagare un prezzo che negli ultimi 15 anni nessuno ha voluto sostenere.