La sintesi del Convegno è racchiusa nello slogan scritto sulla maglietta donata ai partecipanti:
Con analogia al mondo sportivo, si può sottolineare quanto segue. La partita che ci hanno
raccontato per due secoli e che alcuni si ostinano a raccontare è:
Pubblico CONTRO Privato.
La partita vera che da qualche decennio è iniziata e che sempre più caratterizzerà il futuro è:
Pubblico motivato e funzionante
+
Privato imprenditoriale
+
Non profit professionale
CONTRO
Pubblico clientelare
+
Privato assistito e speculatore
+
Non profit ideologico e personalistico
L’augurio è che molti studiosi si abituino a giocare la partita vera con nuove regole.
Questo articolo della rivista elettronica della LUISS amministrazioneincammino riprende in chiave giuridica la tematica del fallimento dei controlli (esterni) approfondita dalle nostre ricerche degli ultimi anni. Allora è proprio vero che i controlli non funzionano?
E’ mancato in giugno Philip Selznick, fondatore della prospettiva istituzionale negli studi di organizzazione, un modello di lavoro scientifico radicato in una visione umanistica: A Humanist-Science
La manovra in corso di definizione sembra mettere di fatto una pietra tombale sulla riforma brunetta: è quanto rilevato da due autorevoli commentatori: pietroichino , intervista
l’editoriale di Luca Ricolfi sulle misure che colpiscono alla cieca mette in rilievo l’iniquità dei tagli alla spesa lineari e uguali per tutti. Ma chiarisce anche la necessità di un lungo lavoro preparatorio per “lavorare di fino” e la possibilità di operare per grandi aggregati territoriali in base ai dati disponibili. Tutte lezioni che non trovano ascoltatori disponibili né nel governo né nell’opposizione… ma ala fine sono le regioni più efficienti a soffrirne, come ancora Ricolfi mette in evidenza in un successivo articolo sul rischio che corre la Lega di fronte alla prospettiva di insuccesso del federalismo
Carlo Dell’Aringa nell’articolo cura-forte-ripartire-inizio tira le somme di 15 anni di esperienze nel campo delle retribuzioni pubbliche: “Il difetto della nostra pubblica amministrazione è questo: gli aumenti si danno a tutti, a chi li merita e a chi no, a chi ha motivo per averli e a chi non lo ha. E non c’è verso di ottenere il contrario, per quanto si continui a scrivere in modo ossessivo – in tutte le riforme e in tutti gli accordi sindacali – che i premi vanno dati solo ai meritevoli” Questo spiega la necessità di tagli generalizzati come è avvenuto nel 1992 e ritorna ora. Varrà la pena di insistere sulla pay for performance?
L’intervento di brunetta all’apertura del forum PAmette in discussione i tagli lineari e orizzontali, quelli che “toccano allo stesso modo cicale e formiche” e propone misure intelligenti e selettive: vedremo, ma finora non si è visto niente di questo tipo … ci si attende molto anche da standard di servizio e standard di costi (v. federalismo fiscale), dalla misurazione delle performance…