Archivi categoria: Scuola

Rientrano in questo argomento gli interventi che riguardano la formazione scolastica e il management delle istituzioni formative non universitarie

La classe

Questi servizio RAI sul film “la classe” mette in evidenza l’interesse di un approccio ai problema della scuola che parta dal basso, andando a vedere cosa effettivamente succede e non partendo da assunti ideologici, di un tipo o dell’altro. Anche il libro  del francese Bégaudeux che ha ispirato il film è da leggere.

Dilettanti allo sbaraglio

I test fatti da INVALSI (l’istituto di valutazione delle scuole) sulla preparazione scolastica dei tredicenni italiani contraddicono completamente le analoghe rilevazioni OCSE-PISA test_alle_medie . Come stupirsi? la scuola è un sistema sociale non una macchina asettica. Se programmo dei test devo pensare anche al contesto sociale in cui vengono somministrati, non solo alla progettazione astratta fatta a tavolino.

FRANK MCCOURT

In questi tempi in cui si discute di scuola è forse utile ricordare la testimonianza dello scrittore americano Frank McCourt, autore  tra l’altro del romanzo ehi-prof, che un anno fa al festivaletteratura_2007  si è espresso in questi termini sulla scuola americana: “il problema dell’istruzione sono i politici, che interferiscono troppo nelle scuole, riducendo tutto a degli standard; incrementano i test, i quali costituiscono controproducenti forme di controllo”. L’idea di educazione di Frank McCourt consiste nell’insegnare ai ragazzi a pensare; ma quando questi pensano, inevitabilmente vengono frenati dai test. Ma per l’autore è anche doveroso citare alcuni degli aspetti più affascinanti dell’insegnamento, come la possibilità di imparare divertendosi, seppur sia un fatto raro, ed il costruttivo rapporto che va creandosi tra professore ed allievi, i quali, scrutandosi a vicenda, diventano psicologi.

Tra semplificazione e complessità

Un articolo da leggere questo di michele_serra : mostra come siamo stretti in una morsa mortale tra due culture opposte e deleterie: quella di una sinistra che complica la complessità e quella di una destra che semplifica la semplicità. Peggio di Scilla e Cariddi…

“la proposta Gelmini è quasi geniale. L’idea-forza, quella che arriva a una pubblica opinione sempre più tentata da modi bruschi, però semplificatori, è che gli arzigogoli “pedagogici”, per giunta zavorrati da pretese sindacali, siano un lusso che la società non può più permettersi. Il vero “taglio”, a ben vedere, non è quello di un personale docente comunque candidato – una volta liquidati i piloti, o i fannulloni, i sindacalisti o altri – al ruolo di ennesimo capro espiatorio. Il vero taglio è quello, gordiano, del nodo culturale. La nostalgia (molto diffusa) della maestra unica è la nostalgia di un’età dell’oro (irreale, ma seducente) nella quale la nefasta “complessità” non era ancora stata sdoganata da intellettuali, pedagogisti, psicologi, preti inquieti, agitatori politici e cercatori a vario titolo del pelo nell’uovo. Una società nella quale il principio autoritario era molto aiutato da una percezione dell’ordine di facile applicazione, nella quale il somaro era il somaro, l’operaio l’operaio e il dottore dottore. Una società che non prevedeva don Milani, non Mario Lodi, non Basaglia…”

Crisi di ruolo e di anima

L’intervento di DeRita-sulla-crisi-della-scuola è più profondo dei soliti editoriali ed evidenzia come si mostrano “ogni giorno più irrilevanti i nobili richiami degli opinionisti e dei politici, le tabelle statistiche e i rapporti di enti nazionali ed internazionali, le raffiche delle tante proposte di riforma, le pressioni sindacali e le lotte del precariato”. Ricominciare dal basso e dalle fondamenta del sistema è una formula suggestiva ma che occorre concretizzare anche individuando i possibili agenti del cambiamento.

Contro l’università supermarket

The Times Higher Education se la prende con i media e i governi (USA e UK) che tengono sotto pressione università e studenti. Le ultime generazioni di studenti sono “overtested, overdrawn and overburdened”. Da sempre gli studenti sbagliano, errare può essere umano, certamente è umano correggere. L’errore è parte dell’apprendimento. Ciò che lo studente apprezza è Continua la lettura di Contro l’università supermarket