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Rientrano in questo argomento gli interventi che riguardano la formazione scolastica e il management delle istituzioni formative non universitarie

Il merito non è un quiz

In questo   articolo il prof. Israel  pone questioni rilevanti per la valutazione di scuola e università che pochi sembrano voler ascoltare:

” È altresì inquietante che un muro di silenzio assoluto si erga contro tutte le critiche che vengono mosse nei confronti dell’uso spesso acritico e sconsiderato – vero esempio di mancanza di probità scientifica – di metodi di valutazione numerica a dir poco discutibili. Non importa che tali critiche vengano mosse da organismi scientifici di primo livello, non importa che tutti sappiano che metodologie di valutazione della ricerca come il “citation index” siano delle assurdità totali, che le liste delle riviste scientifiche accreditate per le valutazioni contengano omissioni scandalose. E qui parlo di ricerca scientifica, ma anche l’esame delle statistiche internazionali sulla scuola fornisce una materia per esercitarsi a trovarne le numerose falle e a rivoltarne a piacere le conclusioni. Ci stiamo mettendo passivamente nelle mani di “esperti” il cui potere è spesso deriva soltanto dal far parte di imprese e gruppi influenti”.

Ritorno alla base

L’intervento di baricco  che propone di investire risorse pubbliche su scuola e tv per una diffusione di cultura ha un interesse anche dal punto di vista delle riforme della pubblica amministrazione: può essere letto forse nel senso del “tornare alla base”, recuperare i significati essenziali e anche tradizionali dell’intervento pubblico lasciando il resto all’iniziativa privata.

Ecco anche la replica: il-cambio-di-scena-che-serve

Sillabo e sberleffo

Questo moderno sillabo è un “catalogo di 40 proposizioni erronee intorno alla scuola”. Si tratta di “frasi che riguardano la scuola contemporanea tratte dalle parole dei ministri Berlinguer e Moratti, da articoli di giornale o da stereotipi dell’opinione pubblica definiti ‘errori popolari’. L’autore in un paio di pagine confuta tali enunciazioni nella sostanza con un argomentare dall’aspetto cartesiano facendo uso di una lingua colta, anzi coltissima, volutamente troppo erudita e troppo classica in modo da ottenere un dirompente effetto comico. Il risultato è una veemente ironia intorno a questi stereotipi popolari e idee bislacche di ministri e giornalisti. Più che l’argomentare dall’aspetto pseudo-scientifico ciò che funziona a meraviglia è questa lingua pregiata usata per esprimere anche volute ‘volgarità’ quale il famoso PERNACCHIO a cui a volte l’autore ricorre per commentare la proposizione di cui si sta occupando. Questo contrasto tra lingua colta e irriverente sberleffo trova qui un equilibrio non facile da raggiungere…”

L’origine banale dei problemi

Cambiano i governi, ma se si guardano gli interventi normativi dal punto di vista dell’intelligenza delle soluzioni la minestra è sempre la stessa. Con questo articolo luca ricolfi mette il dito sulla piaga a proposito delle riforme dell’istruzione che al di là del merito devono essere continuamente corrette per problemi di semplice buon senso: “sarò forse un ingenuo, ma a me certi errori “legislativi” paiono semplicente il frutto di fretta, superficialità e impreparazione tecnica”… Ricolfi vede però anche cause più profonde…