Il Presidente della Crui Decleva commenta il continuo peggioramento delle posizioni italiane nelle classifiche internazionali delle università. Ma l’Italia non è paese da classifiche un po’ in tutti i campi. Il merito è poco riconosciuto ma sopravvive nonostante tutto. E’ sbagliato coltivare l’ossessione dei rankings internazionali se distoglie dalle cose che importano davvero e che non sempre servono a scalare queste classifiche.
Sul sito della CRUI è disponibile il rapporto di European House Ambrosetti su università e sfida competitiva che contiene proposte organiche e innovative per il rilancio dell’università italiana, facendo leva sulla valutazione dei risultati e su un’impostazione meritocratica. E’ un progetto certo di non facile realizzazione ma ha il merito di essere esposto in modo preciso e concreto.
L’editoriale di francesco_giavazzi e la mozione dei rettori crui 25 giugno collimano almeno nel constatare lo stallo in cui versano i provvedimenti per l’università. Su tutto il resto la convergenza è minore …Ma l’attesa ormai dura almeno dal 2006…
La CRUI ha approvato un documento sulla governance delle università che propone modalità nuove per gestire la grande complessità organizzativa di queste istituzioni. Viene suggerito anche un chiarimento del ruolo dei nuclei di valutazione per i quali si raccomanda una composizione con prevalenza di membri esterni. Si dice anche: “L’essenziale è che il Nucleo assuma il profilo di un pool di esperti in materia valutativa al servizio dell’Ateneo, utile a stimolare comportamenti virtuosi. I Nuclei, così configurati dovrebbero in ogni caso rimanere organi delle università. Potrebbero essere loro attribuite limitate funzioni certificatorie (di dati e situazioni), ma non si reputa conveniente prevedere forme neppure parziali di dipendenza da organi e agenzie nazionali di valutazione, da cui dovrebbero pervenire solo indicazioni di ordine tecnico e metodologico utili ad uniformare la raccolta di informazioni per esigenze di sistema”.
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