La lettera di celli che invita il figlio a lasciare l’Italia ha suscitato migliaia di commenti, molto positivi e molto negativi. Sicuramente ha saputo toccare una sensibilità diffusa. Nel merito, direi, che dopo tanti interventi brillanti questa volta mi lascia perplesso perchè asseconda un vizio diffuso, quello di valutare una realtà molto aggregata, come è il sistema Italia, generalizzando il giudizio. Ciò che manca è spesso la capacità di distinguere, di separare comportamenti che hanno diverso segno, di vedere anche ciò che è meno evidente ma non per questo non esiste. Abbiamo bisogno di pensiero critico cha sappia distinguere e non di incoraggiare chi vede tutto nero o tutto positivo…. La risposta data oggi è più persuasiva, ammettendo come si sia soprattutto voluto provocare una reazione e qui possiamo dire che Celli ci è riuscito ben al di là delle sue stesse aspettative!
Vola alto l’intervento di tremonti a Capri, all’incontro dei giovani industriali sul mediterraneo, inquadrando la questione meridionale in un contesto storico e traendone alcune conseguenze sul ruolo dello stato (opere pubbliche, legge e ordine), la degenerazione del regionalismo, la necessità di arginare il default della sanità del meridione (c’è qualcosa che non funziona perché le famiglie meridionali hanno la metà e il sistema costa il doppio, la sanità non può essere un’industria è un servizio pubblico, la triade appalti – fondi europei – sanità non è sostenibile nei termini attuali). La lucidità dell’analisi confligge tuttavia con i limiti evidenti degli interventi in atto e prospettati, dove la soluzione chiave, cioè il federalismo fiscale imperniato sui costi standard dei servizi, è proiettata in un futuro lontano e incerto.
L’incapacità di valutare seriamente meriti e competenze delle persone si traduce nel prevalere di “criteri oggettivi” che mettono in una forma di conflitto irrisolvibile intere categorie come giovani e anziani: è quanto sta avvenendo nell’università: ingiusto-ricorro-al-tar – pensionamenti –prepensionato
Ecco la risposta al quiz di sabato: a) una grande banca. C’è un sito dedicato al best employer to choice che pubblica classifiche delle aziende preferite dai nuovi laureati come possibili datori di lavoro. Intesa S. Paolo è in testa al ranking del 2008 con ampio margine confermando la posizione del 2007, seguono Eni, Bayer, Fiat Group, Apple, Ferrari, Microsoft… : i settori tradizionali sembrano quindi tenere nell’immaginario dei giovani. Buffo poi che continui a essere in testa una grande banca…
Esistono classifiche sui luoghi di lavoro che attraggono maggiormente i giovani. Che tipo di azienda sembra in cima ai desideri dei giovani che si laureano?
a) una grande banca
b) la Ferrari
c) una televisione
d) Google
Lunedì la risposta
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