Le sperimentazioni sulla valutazione degli apprendimenti degli studenti nelle scuole stanno fallendo per l’opposizione degli insegnanti nonostante gli incentivi economici: pecunia-olet- Gli stessi sperimentatori sembrano entrati in fase riflessiva. Ma queste difficoltà non sono di oggi come da anni mi capita di segnalare anche in questo sito. E come si può pensare di diffondere strumenti meritocratici nella base delle istituzioni sociali quando tutti ormai vedono che ai “piani alti” viene premiato il vizio e umiliati il sapere e la virtù?
I sistemi di valutazione del personale richiedono ormai un profondo ripensamento mettendone in discussione il carattere ripetitivo , troppo confirmativo e rituale e anche le cadenze temporali che sterilizzano il feedback
3 ricercatori italiani hanno vinto il premio IG Nobel, una parodia del celebrato premio, destinato a ricerche “improbabili” o curiose, dimostrando rigorosamente la validità del noto principio di peter : l’articolo pubblicato sulla rivista scientifica physica evidenzia come sia preferibile (per l’efficienza delle organizzazioni) promuovere le persone a incarichi superiori per estrazione a sorte piuttosto che per “competenza” (nelle mansioni precedenti). Un risultato sul quale non c’è poi tanto da scherzare …
Qui Celli chiarisce lucidamente che la-mistica-del-merito porta ad esiti un po’ ridicoli quando pensa di risolvere con qualche test problematiche sociali e culturali di ampia portata …
Si parla di merito, si agisce solo con tagli indiscriminati: come osserva andrea ichino la scuola aspetta ancora un intervento persuasivo (non parliamo di riforma, per favore)…
Carlo Dell’Aringa nell’articolo cura-forte-ripartire-inizio tira le somme di 15 anni di esperienze nel campo delle retribuzioni pubbliche: “Il difetto della nostra pubblica amministrazione è questo: gli aumenti si danno a tutti, a chi li merita e a chi no, a chi ha motivo per averli e a chi non lo ha. E non c’è verso di ottenere il contrario, per quanto si continui a scrivere in modo ossessivo – in tutte le riforme e in tutti gli accordi sindacali – che i premi vanno dati solo ai meritevoli” Questo spiega la necessità di tagli generalizzati come è avvenuto nel 1992 e ritorna ora. Varrà la pena di insistere sulla pay for performance?