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L’errore di guardare solo i numeri

McKinsey Quarterly ha pubblicato una conversazione con lo studioso americano Richard Rumelt sulle lezioni che i manager possono trarre dalla crisi, il quale critica il modo  in cui molti manager utilizzano le misure quantitative di performance aziendale (e ribadisce così i fondamentali dell’economia aziendale, purtroppo sempre più ignorati nel tempo):  “This smooth-sailing fallacy arises when we mistake a measure for reality. Competent management always looks deeper than the numbers, deeper than the current measures. Incompetent management just focuses on the metrics, on the body count, on quarterly earnings—or on GDP growth or the consumer price index. And that’s how we get into these troubles. We really have to think about the redesign of a lot of institutions and doctrines around measurement. This lesson is fundamental: you cannot manage by just looking at the results meter”.

Brunetta a Cortina

Nel dibattito di Cortina con Bruno Vespa ed Enrico Cisnetto il ministro Brunetta  ha parlato della responsabilità della politica e di come misurare la produttività dei dipendenti pubblici:  “Perché – ha detto il ministro – tutto ciò che non è misurabile non è migliorabile”.  Si può accettare se non si prende alla lettera, tutto è valutabile con un mix di dati oggettivi e giudizi soggettivi; la trasparenza è fondamentale per valutare e qui la battaglia di Brunetta è sacrosanta. Misurare in senso pieno e proprio è altra cosa e di solito non è possibile per le cose complesse. cortina_incontri

Quanto alla disponibilità della politica a rispondere di risultati oggettivi e non di un generico consenso degli elettori è lecito dubitare!

Contro corrente

Edoardo Camurri sul Foglio (articolo del 30 agosto) esprime in merito agli interventi sulla scuola 2 concetti discutibili ma che almeno si sforzano di uscire dagli stereotipi e manifestano una visione dinamica delle cose:

“Tutto questo revival dei voti, dei numeri, della valutazione, come sempre premierà la mediocrità e soffocherà l’eccellenza”

“I voti in cifre e in cinque in condotta hanno prodotto, per reazione, il Sessantotto. Vogliamo davvero ripetere tutto quanto?”