Nel suo intervento al Festival dell’economia Giuseppe De Rita ha fatto un’osservazione di passaggio, un po’ fuori tema ma interessante, in merito allo stile manageriale adottato da Sergio Marchione nel corso delle recenti vicende legate alle trattative internazionali per Chrysler e Opel. Ha riscontrato la sua aderenza alla realtà ma soprattutto uno stile molto italiano, che consisterebbe nel giocare tra le fila, come un trequartista nel calcio, nel muoversi con connessioni tra diversi piani, nel rapportarsi instancabilmente con diversi interlocutori, riuscendo sempre a stare con i piedi per terra. Il problema di Fiat è di fare accordi importanti senza disporre di rilevanti risorse da investire, per questo occorre valorizzare aspetti inusuali, muoversi con duttilità, mobilitare fantasia intorno alle trattative, in qualche modo “gestire il baratto”, o forme di scambio che travalicano lo strettamente economico. Si tratta di una suggestione che merita forse riprendere con ulteriori riflessioni…
Anche i processi del festival dell’economia di Trento alla finanza e ai controllori e politici si sono conclusi con significative condanne da parte della giuria di studenti. Un esito abbastanza scontato ma che lascia comunque qualche perplessità dato che accusatori, difensori e giurati erano quasi tutti comunque espressione della cultura economica. C’è stata quindi una certa dose di autoreferenzialità, singolare per una cultura che fa del confronto con l’esterno (il mercato) uno dei suoi dogmi. Uno degli interventi di grande interesse di Trento proviene invece non a caso da una diversa cultura di cui si è fatto portatore giuseppe de rita che ha introdotto il concetto di capitalismo territoriale…
Il verdetto della giuria composta di studenti è stato quindi di condanna degli economisti almeno per gli aspetti principali.
Mentre al festival di Trento l’economia gestisce accusa e difesa del proprio processo , Guido Rossi in un articolo su La Repubblica : lo-spirito-ambiguo-della-ricchezza , assume una posizione più radicale: “Ciò è accaduto non tanto o non solo perché avidità e stupidità dei singoli abbiano avuto il sopravvento ma perché avidità e irrazionalità sono state teorizzate e poste alla base di un sistema che si sta disgregando”.
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