E’ uscito il n. 277 di S&O. Nella rubrica Cinema & Romanzi ho proposto una rilettura di Robinson Crusoe nell’ottica di un’analisi del metodo nell’affrontare emergenza e incertezza: Robinson
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E’ uscito il n. 277 di S&O. Nella rubrica Cinema & Romanzi ho proposto una rilettura di Robinson Crusoe nell’ottica di un’analisi del metodo nell’affrontare emergenza e incertezza: Robinson
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E’ uscito il n. 276, dedicato in particolare a una discussione sulla ricerca intervento nelle organizzazioni stimolata da un articolo di Federico Butera che ripercorre la propria esperienza di innovatore in questo campo. S&O_276_Editoriale
Si è svolto il Convegno sul design dell’organizzazione con forte partecipazione e interesse di professionisti aziendali qualificati. Sul sito di ESTE sono disponibli materiali e dati sull’iniziativa.
La rivista pubblica un commento a più voci (Treu, Carrieri, Petrelli, Butera) del libro dell’AREL “Lavoro pubblico fuori dal tunnel?” da cui risultano i problemi irrisolti di 25 anni di riforme . L’ Editoriale individua i cambiamenti culturali necessari per uscire da uno schema ormai logoro.
Il sito Letture.org pubblica una mia intervista sul nuovo libro Scienza dell’organizzazione

Nel primo numero del 2017 commento il film Sully S&O_274_Sully, la storia del pilota ammarato sul fiume Hudson con un aereo di linea, salvando la vita di 155 persone.
La scomparsa di giorgio israel un anno fa, ci fa mancare uno voce importante di critica sui temi della scuola. E’ stata quindi opportuna questa iniziativa non solo celebrativa ma ricca di contenuti.
Dalle auto sportive fino ai college universitari le classifiche ormai tanto di moda pretendono di definire i vincitori in base a criteri ogggettivi. Ma niente di più soggettivo esiste che la scelta delle variabili da misurare, delle proxy rispetto a requisiti di qualità, dei pesi attribuiti a diversi fattori… anche in assenza di intenzionale manipolazione.
In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Roma 2 Tor Vergata, la prolusione di ivano dionigi su Notum e Novum è iniziata chiedendo “Come mai nell’era del web planetario e del maximum dei mezzi di comunicazione, minima è la comprensione, e la parola non riesce a tener dietro alla cosa?”.
Dionigi ha richiamato come “l’Università, una delle istituzioni più prestigiose e più credibili del Paese che ha il privilegio di dare del tu alla storia, ha oggi una responsabilità supplementare, non riducibile a codificata ed esangue mission. I suoi maestri, i suoi uomini di pensiero, noi professori siamo chiamati a professare (profiteri) l’etica della competenza, vale a dire il sapere e i saperi nel segno dell’affascinare (delectare), insegnare (docere), mobilitare (movere); e l’etica del rigore intellettuale e morale, che non si concilia con la doxa rumorosa, la chiacchiera imperante, il facile consenso”.
E in questo senso ha indicato “due compiti tra i principali e più urgenti”:
– “In primo luogo quello di ricordare la bellezza, la prerogativa e il potere della parola: quel logos, che ci caratterizza”
– Il secondo: “promuovere un’alleanza naturale e necessaria tra humanities e
tecnologie all’insegna dell’unicità della cultura e pluralità dei linguaggi”.