Giuseppe Longo, matematico e informatico, analizza in questo articolo su complessità, scienza, democrazia come l’estrapolazione acritica di metodi da un campo all’altro sia deleteria; così la distinzione fra hardware e software, fondamentale in informatica, si rivela catastrofica per capire il vivente facendo perdere innanzitutto il senso della radicale materialità del vivente.
Analogamente, l’uso massiccio di strumenti bibliometrici per valutare la ricerca scientifica come avviene contando a macchina le citazioni, in pratica facendo votare tutti gli esperti di un settore sulla faccia della Terra, impedisce il formarsi di un modo di vedere diverso, di una scuola di minoranza. La scienza è sempre un sapere critico, che va contro il senso comune e che si costruisce anche contro il sapere di maggioranza.
Qui l’applicazione di una logica manageriale generalistica rivela tutto il suo limite di fronte a una realtà complessa come quella del processo scientifico e della creazione di conoscenza.
Dai cosiddetti Millennials, i giovani entrati nel mondo del lavoro dopo il 2000, le aziende si aspettano molto, soprattutto la spinta alla trasformazione digitale; ma, come gallup avverte, c’è un problema: “only slightly more than a third of millennial workers strongly agree that the mission or purpose of their organization makes them feel their job is important”. Non basta qualche bella frase sui siti web per tramettere il senso del purpose, tanto meno per questi potenziali innovatori
Il dipinto di Tiepolo (figlio) il mondo nuovo evoca lo smarrimento diffuso di fronte a un futuro sconosciuto e incombente e la fiducia mal riposta in rimedi magici proposti da figure ambigue.
L’intervista di leonardo del vecchio al Corriere della Sera ripropone la dialettica tra imprenditore e manager, questa volta su una frontiera particolarmente avanzata, come quella di Luxottica.
Interessante però anche la rinuncia all’ “uomo solo al comando”: «Penso a un presidente all’anglosassone di grande esperienza e prestigio, non esecutivo e garante in consiglio di una gestione operativa suddivisa tra funzioni chiave e i manager di riferimento, come fosse un allenatore con la sua squadra, e con un capitano che gioca assieme agli altri».
E’ mancato remo ceserani grande studioso di letterature comparate. In questa intervista analizzava acutamente i problemi dell’insegnamento della letteratura nella scuola e nell’università, scrivendo tra l’altro: “È in atto da anni una tendenza, in molti paesi e anche in Italia, a trascurare nell’educazione scolastica gli insegnamenti delle cosiddette materie letterarie (la cura della lingua, la ricchezza e le sfumature del linguaggio parlato e scritto, lo spessore della storia), così come di quelli delle scienze forti (la matematica, le scienze naturali, i metodi della ricerca), e a dedicarsi molto di più alle conoscenze pratiche e strumentali o ad apprendimenti molto superficiali”.
Per i 40 anni dell’Istituto di Ricerca e Intervento sui Sistemi Organizzativi Federico Butera e Roberta Morici hanno organizzato un pomeriggio di confronto ad alto livello sui temi del lavoro e dell’organizzazione. Sono disponibili i filmati di tutti gli interventi dell’evento: IRSO
Agli inizi del luglio 2016 la città di Napoli ha ospitato due eventi concomitanti: il trentennale di Dolce & Gabbana e il 32° colloquium di EGOS the European Group of Organization Studies. Se il primo evento ha occupato la scena mediatica, il consesso degli studiosi europei di organizzazione ha avuto un numero maggiore di partecipanti, circa 3000. L’Università Federico II ha accolto i congressisti nel suo grande Campus di Monte S. Angelo, aprendosi alla collaborazione di un network di Università napoletane (Seconda Università di Napoli, Università Parthenope) e campane (Salerno, Sannio). E’ la prima volta che il Colloquium annuale di Egos è organizzato in Italia e nelle precedenti 31 edizioni non si era mai avuto un numero così alto di partecipanti.
E’ giusto essere orgogliosi di questa performance, che dimostra l’impatto anche visibile e tangibile che una ricerca così vitale per i problemi della nostra società può avere in un contesto più ampio. Dobbiamo tutti ringraziare i colleghi che hanno concepito e condotto in porto un progetto così impegnativo.
Questo libro fa il punto sullo stato dell’arte del cambiamento organizzativo, grazie all’apporto di valenti studiosi che da anni lavorano su queste tematiche e i cui contributi consentono di aprire la visione del processi di cambiamento organizzativo al di là di una dimensione tecnico-metodologica per trarre ispirazione dalle scienze sociali in una più estesa accezione.