La riforma Brunetta sembra ormai delinearsi con chiarezza da una serie di documenti disponibili. Il ministro stesso l’ha esposta in alcune occasioni pubbliche: interventi-televisivi e audizioni
Mentre i provvedimenti in corso di attuazione sono raccolti in un dossier: dossier-riforma-brunetta
Tutto ciò coinvolge molteplici soggetti cui si richiede un contributo intelligente; la logica bastone & carota risponde a un sentimento popolare diffuso ma di solito non riesce a governare i comportamenti opportunisti che un clima generalizzato di sfiducia tende a riprodurre. Qui si gioca molto, come attivare contributi intelligenti e diffusi, come costruire quel tanto di fiducia che è necessario?
Ecco la presentazione di un romanzo originale, che reinventa lo svolgimento della storia e riesce forse a far pensare a quanto incerte siano le vicende umane, sia a livello individuale che collettivo.
E’ interessante quanto avvenuto a Terni dove il Vescovo, monsignor Paglia, ha convocato una sorta di stati generali della città ed ha messo tutti di fronte alle proprie responsabilità davanti al rischio di declino e stagnazione in un clima di collusione e consociativismo tra i diversi poteri. La relazione del sociologo Luca Diotallevi ha completato il quadro con una puntuale e incisiva diagnosi dei problemi della città. Tutto ciò ha aperto una discussione molto partecipata e animata quale raramente si è vista in una città italiana.
Tra l’altro monsignor Paglia ha detto : “La buona Città terrena è pluriforme non uniforme, poliarchica non monarchica, democratica non autoritaria: è, diremmo oggi, una Città aperta, mai chiusa e, come amava dire don Luigi Sturzo, pervasa da “sano agonismo”. In questa Città nessun ceto e nessuna singola istituzione è addetta o arbitra del bene comune, che deve essere, invece, misura dell’operato di ciascun individuo e di ciascun gruppo”…
Anche l’intervento del Ministro Gelmini in una seguita trasmissione televisiva – gelmini-8emezzo – affronta la questione del merito in relazione alla scuola. Forse vi sono condizioni nuove per affrontare questo problema dopo i tentativi senza successo del passato. Certo occorrerà uno sforzo maggiore di elaborazione e non potranno bastare i soliti slogan sulla concorrenza proposti da economisti e uomini di impresa che del resto faticano molto a seguire precetti simili anche a casa loro.
Armando editore ha pubblicato un libro agile e incisivo sulla scuola vista nella prospettiva di insegnanti che amano il proprio mestiere. Il libro è di Paolo Petrocelli: Il mandolino del professor Pietro Celli.
Il ministro Brunetta spiega come la riforma della pubblica amministrazione riguarda tutti, poveri e ricchi, cittadini e imprese e può contribuire a innalzare la produttività del sistema Italia di un buon 30%: intervista-l’occidentale
Finalmente se ne accorgono anche nel Palazzo! Ma il lavoro è ancora tutto da fare.
Da una parte abbiamo il prof. Israel che sostiene con chiarezza la sua tesi: se+consideriamo+la+scuola+come-una-azienda+la+portiamo+alla+rovina e di conseguenza chiarisce ” che la scuola e l’università non sono aziende e servizi, che la cultura e l’istruzione non sono “prodotti”, che l’efficienza aziendalistica è assolutamente inappropriata e inefficiente in questo contesto, che l’idea di concepire alunni e famiglie come “utenti” è devastante, che il termine “customer satisfaction” andrebbe proscritto in questo contesto, salvo la valutazione di edifici, gabinetti e servizi accessori all’insegnamento propriamente detto…”.
Dall’altra parte assistiamo a spinte dalla base, amplificate dai media, che porterebbero a forme anche rozze di una customer satisfaction autogestita, come quelle realizzate a Milano dagli studenti di acidopolitico con il supporto del quotidiano La Repubblica: Facolta-di-Scienze-politiche:I-voti-ai-ai-docenti
Diario di Repubblica affonta in modo interessante il tema della professione medica tra scandali ed etica e delle incertezze suscitate dagli sconcertanti episodi di attualità. Ignazio Marino sostiene che “vadano introdotti nel nostro sistema sanitario criteri che valutino esclusivamente il merito e la qualità dei risultati”… Semplifica forse un po’ troppo la questione quando afferma che un sistema di valutazione che valga per tutti “basato non sulla produttività tout court ma sulla qualità delle cure”.. “non è difficile dal punto di vista del metodo ma lo è concettualmente perché pochi in Italia sono favorevoli alla verifica del proprio lavoro e difficilmente si accetta di essere valutati, ed eventualmente premiati o sanzionati, sulla base dei risultati ottenuti”.
Il dibattito a 8emezzo-abravanel-galan evidenzia le difficoltà dei paladini della meritocrazia quando si deve passare all’atto pratico. L’entusiasmo del grande consulente che vorrebbe riproporre la delivery unit di Blair si infrange sulla tranquilla consapevolezza del Presidente della Regione Veneto: loro preferiscono confrontarsi con la Campania con la quale non c’è partita, sono a posto, hanno già dato e quindi non serve la delivery unit, va già bene così.
3 anni fa con alcuni colleghi abbiamo fatto un libro con questo titolo che sembrava un po’ troppo drammatico. Ma la questione continua a porsi all’attenzione. Le nuove condizioni del mercato del lavoro richiedono un ripensamento del concetto stesso di carriera, non solo nelle fasi giovanili ma ancor più quando ci si avvicina all’età matura. Se ne parla in Assolombarda il 30 giugno. aimba-convegno-over-40-30-giugno-08