Talvolta gli economisti sorprendono… Di solito ci affliggono con la pretesa di misurare tutto attraverso modelli e indicatori. Poi capita che qualcuno di loro candidamente dichiara:
“Chi invoca le buone ragioni della globalizzazione rischia invece di rimanere solo, vox clamantis in deserto. Ciò è a parer mio in parte inevitabile, non tanto perché i vantaggi della globalizzazione sono difficili da spiegare, quanto piuttosto perché sono difficili da misurare. Per ironia della sorte, gli economisti hanno dapprima sviluppato raffinate argomentazioni libero-scambiste, per poi trovarsi a doverle dimostrare utilizzando indicatori statistici che li smentiscono puntualmente, perché del tutto inadeguati a misurare i benefici del libero scambio. Ma c’è di peggio. Questi indicatori registrano un peggioramento della performance economica proprio laddove la globalizzazione dispiega al meglio i suoi effetti”.
Vi troviamo alcune affermazioni di principio come “conoscenza e cultura non si misurano”, oppure che “le griglie di valutazione non funzionano perché possono essere aggirate in mille modi”. L’idea forza sottostante è bene espressa dal motto di Paul Valery che compare sul sito preceduto da una premessa provocatoria:
Una frase che occorrerebbe avere il coraggio di pronunciare senza paura delle strida dei beoti:
“A MIO AVVISO, IL VERO VALORE DI UN INSEGNAMENTO E’ IN RAGIONE INVERSA DELLA SUA UTILITA’ IMMEDIATA” Paul Valéry
Io credo che questa sia una verità di fondo da non dimenticare mai , ma che non si possa sventolare come una bandiera, o una rivendicazione di superiorità intellettuale, davanti alla società di oggi e alle esigenze che esprime.
Caos calmo ha avuto una vasta eco per il film di Nanni Moretti, ma è molto bello anche il libro di Sandro Veronesi, da cui è tratto il film. Interessante è la descrizione del clima organizzativo indotto dalla fusione aziendale nella quale è coinvolto, ma con molto distacco, il protagonista. Ascoltiamo la voce dell’autore che legge un brano del libro: la fusione
Giavazzi sul Corriere di oggi sostiene che “il primo passo per una riforma della scuola ” è la sostituzione dei concorsi pubblici con “un sistema in cui le assunzioni vengono decise da chi poi sopporta le conseguenze di un’eventuale decisione sbagliata, in primo luogo i presidi di ciascuna scuola”. Occorre che ci sia un maggiore spazio discrezionale per i presidi nella gestione della scuola. tabù-concorsi-scuola La questione della discrezionalità nel management pubblico mi trova completamente d’accordo, ma meriterebbe un lungo discorso…
Rubbettino ha pubblicato due libri utili per chi è interessato alla scuola.
Meritocrazia di Cristina Palumbo Crocco analizza i problemi del brain drain che portano tanti giovani italiani interessati alla scienza ricercare all’estero sbocchi professionali tanto ardui da trovare in Italia.
La Pangea della cultura di Dora Anna Rocca propone schede di lettura multidisciplinare delle esperienze di personaggi, da Talete di Mileto a Rita Levi Montalcini, che hanno apportato notevoli contributi nella storia della scienza, inquadrandoli nelle vicende storiche e culturali della rispettiva epoca.
Pochi giorni fa si parlava a Salerno dei rischi di fallimento dei controlli. Ed ecco subito un caso eclatante nella sanità. medici-arrestati Le vicende della “clinica degli orrori” di Milano hanno un grande impatto emotivo. Il rischio è di rilanciare polemiche di tipo ideologico su vizi e virtù di pubblico e privato. Io credo che il modello lombardo di sanità sia positivo ed abbia migliorato qualità e costi dei servizi. L’applicazione estesa della sussidiarietà con affidamento di servizi ai privati richiede certo un affinamento molto maggiore di quanto è avvenuto sinora dei sistemi operativi , tra cui quelli di controllo. Le nostre ricerche di base sui “rischi di fallimento dei controlli” contengono molte idee in questo campo che potrebbero essere sviluppate con applicazioni specifiche anche nel caso della sanità.
Il nuovo Ministro dell’Istruzione ha espresso in questi giorni alcune idee, senz’altro riflessive e sensate, sui problemi della scuola e degli insegnanti. Ma è interessante osservare soprattutto i commenti suscitati nel pubblico che manifestano quella estrema varietà di posizioni e di sentimenti che ha sempe finito per mettere in crisi tutti gli aspiranti riformatori. Commenti del 2008
Uno dei nodi è sempre la questione di valutare il merito degli insegnanti. Per memoria, è utile riportare il testo dell’accordo contrattuale sul quale si basò il tentativo fallito di Luigi Berlinguer di riconoscere professionalità e merito, insieme ad una selezione di commenti allora inoltrati da insegnanti sul sito del ministero. Commenti del 1999
Già 10 anni fa’ in LIUC si discuteva di valutazione nelle università e nelle PA. Ho ritrovato questo mio intervento che prospettava il lato oscuro dell’autonomia riconosciuta agli enti pubblici nei vari settori: “Il risvolto dell’autonomia è questo: ci sono luci ma anche ombre; qualcuno deve pagare i cattivi risultati!”.
E infatti abbiamo avuto il caso di Taranto, delle Regioni chiamate a sanare i deficit della sanità; mentre sappiamo che stanno emergendo altri casi di questo tipo molto gravi.
Due interessanti relazioni di studiosi stranieri sono state presentate al Convegno di Salerno di Azienda pubblica. Entrambe evidenziano che le riforme innovative nei sistemi pubblici non sono mai conclusive, perchè le soluzioni introdotte generano nuovi problemi.
Secondo Geert Bouckaert, le riforme seguono una traiettoria complessa del tipo problema – soluzione -problema soluzione: boukaert-traiettorie.ppt
Secondo James L. Chan, con particolare riferimento alle riforme contabili negli USA, si possono indicare tre diverse ondate, ora se ne attende una quarta. Né, nel prevedibile futuro, le riforme possono finire: chan-waves.ppt