Il nuovo percorso di laurea magistrale in LIUC fa perno sul concetto di engagement , applicato al management delle risorse umane; il 24 marzo ci sarà una presentazione con illustri ospiti.
Rientrano in questo argomento gli interventi sul rapporto tra persone e organizzazioni e sui temi del mercato del lavoro
Il nuovo percorso di laurea magistrale in LIUC fa perno sul concetto di engagement , applicato al management delle risorse umane; il 24 marzo ci sarà una presentazione con illustri ospiti.
Il prossimo congresso AIDP (Bergamo 22-24 maggio) premierà le buone pratiche HR attraverso un concorso orientato a valorizzare la sostenibilità; la commissione di valutazione di cui farò parte proporrà una short list da cui i partecipanti al congresso sceglieranno il vincitore.
E’ uscito il n. 256 di Sviluppo & Organizzazione. L’editoriale è dedicato alle problematiche emergenti di cambiamento organizzativo con particolare attenzione per i ruoli professionali attivi nel change management.
Nell’incontro del 28 novembre sull’evoluzione dei modelli di competenze professionali e di culture aziendali in relazione anche agli effetti di web e social network sono emerse le prospettive seguite da aziende apripista che utilizzano questi strumenti per gestire non solo prodotti e servizi ma “mondi di vita e di relazioni”; i contesti sono diversissimi e, per restare ai casi esposti nell’incontro, toccano realtà come la prima infanzia (Danone Mellin), il garage (Magneti Martelli), ambiti raffinati del lusso (LVMH), i servizi finanziari (Deutsche Bank), l’interazione tra Internet e la vita privata e di lavoro delle persone (Fastweb). Si tratta solo di primi passi di un percorso verso l’ignoto condotto per ora da persone che non sono nativi digitali, in attesa che questi ultimi facciano davvero il loro ingresso in azienda. Ma è difficile pensare che questa strada non incroci prima o poi dinamiche conflittuali innescate da visioni e valori divergenti.
Articoli come questo di Mats Alvesson : a stupidity based theory of organizations smontano le favolette correnti sull’economia della conoscenza e le smart organizations che valorizzano in mille modi competenze e talenti delle persone. Senza un approccio realistico alle problematiche delle risorse umane non si va da nessuna parte …
Sono usciti i n. 254 e 255 di Sviluppo & Organizzazione. L’ultimo numero, 255 , contiene tra l’altro il commento all’ultimo romanzo di paola mastrocola “Non so niente di te”: so_n255_cinema-e-romanzi
E’ uscito il n. 253 di Sviluppo & Organizzazione, dove si commenta tra l’altro il film Viva la libertà! di Andò sulla crisi della politica.
Il sito EticaPA ospita opportunamente un recente articolo in cui sabino cassese trae un bilancio della “privatizzazione” del rapporto di lavoro pubblico, a partire dalle premesse poste 35 anni fa. Sarebbe tempo di fare questo bilancio in un contesto di discussione più aperta; le considerazioni di Cassese (ora giudice costituzionale, ma ministro della funzione pubblica nel governo Ciampi all’epoca di avvio del d l.vo 29/93) sono interessanti ma sembrano rivolgersi quasi solo al mondo dei giuristi, sono tutte interne a questa cultura; poi, quando si cercano i motivi per cui si deve constatare ‘la grande illusione’ di questa riforma (espressione che compare già nel titolo dell’articolo) lui stesso osserva che ‘Su tutto domina la difficolta dell’amministrazione pubblica di assumere il ruolo del datore di lavoro’: già ma questo non è un problema solo giuridico … bisognerebbe guardare anche in altre direzioni.
E’ uscito leadership & organizzazione con le 14 interviste di Chiara Lupi ad “altri manager”, o “manager altri”, personaggi che guidano organizzazioni particolari, dove gli aspetti economici, industriali e commerciali non sono dominanti rispetto a finalità più ampie che possono essere di ordine etico, estetico, culturale, creativo e altro ancora. Insieme a Renato Boniardi di GEA ho cercato di trarre da questi interventi alcuni spunti di riflessione in ottica organizzativa e di management.
E’ uscito il n. 252 di Sviluppo & Organizzazione, dove tra l’altro si analizza il film Margin Call sulla crisi della finanza.