Archivi categoria: risposte alla crisi

Rientrano in questo argomento riflessioni e proposte su come reagire alla crisi finanziaria e dell’economia esplosa nel 2008

Rivoluzioni

Il governo Monti attira già le critiche di quelli che sembravano i suoi più ardenti sostenitori come il duo Alesina-Giavazzi : presidente-cosi-non-va  Ma questo non dovrebbe stupire troppo, come meglio di tutti ha rappresentato Robert Musil mettendo queste parole in bocca a Ulrich, l’uomo senza qualità: “Crede lei, signora, – chiese Ulrich, – che un uomo il quale combatte oggi pro o contro una causa, se domani diventasse per miracolo il padrone assoluto del mondo farebbe subito, il giorno stesso, quello che per tutta la vita ha chiesto a gran voce? Io sono sicuro che si concederebbe un rinvio di due o tre giorni”.

Alleggerire il reticolo delle istituzioni

L’abolizione delle province non risolve di per sé nessun problema; invece ne apre molti e proprio per questo può essere utile come shock salutare, se utilizzata come occasione per ripensare tutto il sistema di governo dei territori. Il tema è sollevato dal mio articolo di oggi in Il Sole 24 ore : nuovi-modelli-di-governo-territori  V. anche la versione estesa: province

Gli impegni della PA

Tra i nove-impegni-crescita sottolineerei gli ultimi 2 che riguardano la PA:

 n. 8, la trasparenza della pubblica amministrazione: “una forte iniziativa con l’adozione di una legge per la libertà d’informazione (“Freedom of Information Act”, secondo le migliori esperienze straniere). Questo consentirebbe di monitorare l’operato dei funzionari pubblici e li renderebbe più responsabili di inutili ritardi, evitando il rimpallo delle pratiche tra un ufficio e l’altro”.

9 – Riduzione dei costi della politica: adeguamento immediato delle indennità dei parlamentari e del numero degli eletti alla media europea, abolizione delle Province e accorpamento dei Comuni più piccoli, dimezzamento delle rappresentanze dei consigli regionali, comunali e circoscrizionali e riduzione dei componenti dei cda di tutte le società controllate dagli enti locali. Queste scelte possono avere un significato speciale per restituire credibilità alle istituzioni.

Reassembling Organizations

E´  in corso a Goteborg il 27´Colloquium di egos  European grop of Organization Studies: al centro dell´´ attenzione c´e´ il mettere insieme le cose – oggetti, idee, persone – che si ripropone in sempre nuovi contesti…  nel dopo crisi la rilevanza di questa prospettiva aumenta e si estende al di la´ dei confini delle organizzazioni formali

Povero economista liberale!

L’articolo di Perotti  solitudine-liberista ci fa capire perché l’economia sia chiamata “scienza triste”. Provo tenerezza per Perotti. Nessuno meglio di lui rende questa idea dell’economia. Massimamente in questo articolo, il cui contenuto si può in gran parte condividere sul versante di un pessimismo dell’intelligenza. Ma nella vita non si può essere solo intelligenti. Personalmente penso di avere idee liberali, ma non ridurrei mai me stesso come persona a essere “un liberale”.

Le imprese “robuste” secondo Mintzberg

L’articolo di mintzberg mette il dito sulla piaga; la crisi dell’economia è una crisi del concetto di impresa alimentata da un pensiero economico errato: “A robust enterprise is not a collection of human resources; it is a community of human beings. How many large American corporations can claim that kind of robustness? Effective strategy, for example, is not about a planning process that comes from the “top” so much as a learning process that can come from anywhere in the enterprise”