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Rientrano in questo argomento gli interventi che riguardano la formazione scolastica e il management delle istituzioni formative non universitarie

Carcere e istruzione

Il romanzo dello psichiatra tim_willocks  “Il fine ultimo della creazione” analizza crudamente la vita in un carcere americano. L’autore dice in questa intervista: “In Usa, soprattutto in California, si spendono più soldi per gli istituti di pena che per l’istruzione. È un chiaro segnale di una società in disgregazione”

Competenze o educazione

I due documenti qui richiamati, l’intervista di un esperto sul concetto di competenze definito in sede europea tiriticco: competenze e l’intervento del prof. Israel sul “Foglio” che contrappone la nozione di educazione a una formazione imperniata sulle competenze israel: progetto-culturale   portano ad evidenza una contraddizione che puo risultare fertile per ragionare sui problemi di scuola e università.

Chi valorizza il merito?

Questo articolo di Cipolletta su scuola e meritocrazia  inquadra il problema nella giusta prospettiva: inizia infatti dicendo che “con tutti i loro limiti, scuola ed università restano le sole istituzioni che ancora prendono il rischio di formulare un giudizio, anche quantitativo, sul valore delle persone. Dopo di che, le cose cambiano radicalmente”.  E conclude affermando: “… serve anche una scuola più meritocratica. Ma serve soprattutto una politica ed una società più aperta e trasparente, dove l’esempio della moralità e del merito venga dall’alto”.  Non si capisce quindi il titolo dato da Il Sole 24 ore all’articolo:  “Se la scuola è meritocratica il paese migliora”. Cipolletta dice una cosa diversa, che la scuola può e deve migliorare ma sotto il profilo della meritocrazia è già molto più avanti del paese e delle stesse imprese! Sono soprattutto questi che devono adeguarsi.

Scuola e insegnamento

L’intervento di Luca Ricolfi, “la scuola ha smesso di insegnare?”, su  lastampa sta suscitando un grande dibattito con tesi contrapposte, peccato che manchino del tutto dati di fatto e la discussione appaia completamente ideologica, nel segno di chi è pro o contro l’eredità del ’68, oppure basata sulla generalizzazione di esperienze meramente personali.Intanto su molti giornali appaiono lettere di giovani che si sono inseriti brillantemente all’estero e si lamentano di non aver trovato sbocchi in Italia. Ma quale scuola li ha formati?