Pierangelo Dacrema nel suo nuovo libro Crisi-della-fiducia punta il dito contro le agenzie di rating come fattori che hanno favorito il terremoto finanziario del 2008. Ma l’affidamento cieco alle forme di rating può fare danni anche in altri settori, come quello della educazione e formazione.
Ecco la traccia del paper presentato al 3′ Quality Forum della European University Association, il 22 novembre a Budapest su governance e valutazione del sistema universitario italiano.
Dal European Quality Assessment Forum in corso a Budapest emerge una critica radicale ai ranking delle universitá, non tanto in sé ma per l’utilizzo che ne promuovono politici, giornalisti e anche leaders accademici pigri. Dice Lee Harvey nel keynote speech “the real problem with ranking is not their distorting effect but the desire, by those who should know better in higher education institution, to want to climb league tables. As a result they pursue strategies that have little to do with transformational learning: developing critical reflective learners gains you no points on the world ranking lists…”
Mentre la questione dell’università continua a occupare spazio sui quotidiani si è svolto oggi a Milano Bicocca con pochissima partecipazione di pubblico un convegno internazionale sulla istruzione superiore in Europa che ha visto presenti alcuni dei maggiori studiosi europei di higher education. Tra l’altro Guy Neave ha messo in evidenza la contraddizione tra la ormai grande diversità delle missioni definite dalle o per le varie università e il carattere quasi univoco dei criteri utilizzati per la valutazione delle performance.
Giunio Luzzatto ha presentato dati aggiornati che mostrano il netto miglioramento della percentuale di “laureati in corso” come effetto della riforma del cosiddetto 3+2 oggi tanto contestata.
Il 22 novembre interverremo a Budapest al 3° European Quality Assurance Forum della European University Association, presentando l’unico paper di provenienza italiana, sul tema dei rapporti tra governance e valutazione: list of papers
Nella discussione al COMPA Mochi Sismondi ha evidenziato i limiti delle esperienze di e-government ed ha poi segnalato questo studio di Osimo, che individua nella trasparenza la nuova frontiera . la-comunicazione-pubblica-da-insalata-a-bistecca?
Alla XXV° assemblea nazionale dell’ANCI il sindaco di Milano Moratti ha presentato questo manifesto del merito Un bel programma se qualcuno lo prendesse sul serio a partire da amministratori pubblici e privati. C’è da lavorare su una cosa: la capacità e soprattutto la volontà di valutare…
Alla Fiera di Milano c’è il COMPA, salone auropeo della comunicazione pubblica dei servizi al cittadino e alle imprese. Intervengo al convegno su Come vincere la sindrome della valutazione nel comunicare i rendimenti-risultati della PA: programma
Questa ricerca sulla formazione in azienda sintetizzata dalla rivista elettronica di AIDP testimonia quel fenomeno che si avverte di una burocratizzazione delle esperienze formative, che passa per i tanti adempimenti formali e di conformità economica, giuridica e procedurale cui si è ormai assuefatti.
Tito Boeri interviene ripetutamente sui temi universitari riprendendo il recente libro di Perotti: boeri sull’università-1 – boeri sull’università-2 che compie un’analisi cruda, rivelando nefandezze, ma propone poi i solidi rimedi incentrati sulle rilevazioni bibliometriche.
Boeri mi sembra più lucido quando analizza la crisi finanziaria (la repubblica -10 ottobre: il mercato senza fiducia). Tra l’altro scrive: “…non ci si fida gli uni degli altri. Prima della crisi erano le agenzie di rating a trasmettere questa informazione. Sembravano più affidabili del giudizio del singolo banchiere sul grado di affidabilità del debitore. Paradossalmente questo ruolo crescente delle agenzie di rating ha reso i mercati finanziari sempre più opachi. Le banche di investimento si finanziavano emettendo strumenti di finanziari sempre più complessi fatti apposta per ottenere rating positivi”. Parole sante, ma perchè non devono valere anche per altre forme di rating come quelle che riguardano l’università, le scuole, i docenti?