La relazione di Sabino Cassese al convegno di Roars è un lucido e spietato atto di accusa :
“L’Anvur, burocratizzando misurazione e valutazione, si sta trasformando in una sorta di Minosse all’entrata dell’Inferno o di Corte dei conti con straordinari poteri regolamentari, ma ignorando le conseguenze della amministrativizzazione della misurazione e della valutazione: la scelta degli esaminatori, la selezione dei docenti, lo stesso progresso della ricerca saranno decisi non nelle università, ma nei tribunali”.
ma le scelte insensate degli ultimi 10 anni hanno molti responsabili!
Il Sole 24 ore descrive un “impagabile” dialogo tra i Ministri Fornero e Patroni Griffi sulle retribuzioni di risultato date al livello massimo a tutti i direttori e dirigenti del ministero del Lavoro. Beata ingenuità di chi scopre dopo un anno come funzionano le cose e pensa di potere chiedere che ci sia “una presa di coscienza sul tema in tutti i ministeri”: “Patroni Griffi – ha concluso – mi ha assicurato che sarebbe intervenuto”…
In questo nuovo liuc paper ripercorro l’esperienza ormai ventennale della valutazione nelle università italiane, delineando alcune proposte per il futuro.
Mentre le polemiche sui criteri di valutazione dei “prodotti” scientifici arrivano sulla grande stampa, il Presidente dell’Anvur cerca di illustrare la complessità delle operazioni intraprese dall’Agenzia. Dei limiti evidenti delle misure introdotte si è già detto; in pochi mesi si è cercato di recuperare 5 anni di stallo, si è corso troppo in fretta, si è confidato troppo in metodologie non rispondenti al contesto e si potevano evitare certe trappole; potrebbe essere l’occasione per discutere finalmente in modo serio di università, ricerca e valutazione coinvolgendo gli interessati come non è mai avvenuto, correggendo il tiro, ma senza fermare processi che rappresentano comunque una innovazione significativa e mettono in movimento tutto il sistema.
Non si può governare la complessità della ricerca scientifica con metodi meccanici a base di elenchi e di indicatori meramente numerici come pretende di fare l’Anvur nella valutazione applicata ai vari aspetti dell’università; un mare di critiche tutt’altro che motivate da mero conservatorismo sta ormai sommergendo le iniziative dell’Agenzia:
Mentre i filosofi italiani vengono invitati a scrivere in inglese dagli organi di valutazione accademica, la più aggiornata cultura filosofica americana da qualche anno parla italiano: filosofia made in Italy
Intanto sta avanzando il nuovo eserciziod di valutazione della ricerca come emerge dall’i’intervista a sergio benedetto dell’Anvur.
Sotto lo stimolo del prossimo avvio della valutazione della ricerca da parte dell’Anvur anche il dibattito su questi temi si sta ampliando con interventi più dignitosi e interessanti di quelli degli ultimi anni
Finalmente si discute seriamente sulle implicazioni dei criteri di valutazione della ricerca. Le iniziative dell’Anvur hanno innescato le reazioni di diversi esponenti delle discipline umanistiche: il dibattito ospitato da La Repubblica entra in profondità nella tematica: