Archivi categoria: valutazione

Comprende commenti e materiali riferiti a esperienze e sistemi di valutazione

Ma quali incentivi?

L’articolo di Checchi e Turri su La Voce.info evidenzia in modo puntuale come sia rilevante il divario tra il dichiarato e il reale per quanto riguarda le politiche governative di premio e incentivazione della peformance nel campo dell’università (ricerca e didattica).  Di fatto in regime di risorse calanti si sanano sempre le situazioni critiche  e nella sostanza si conferma l’esistente.

Le dimissioni di Micheli dalla Civit: la riforma Brunetta verso l’epilogo?

Pietro Micheli uno dei componenti della Civit si è dimesso dalla commissione incaricata di guidare la riforma della PA prevista dalla “legge Brunetta” dimissioni da Civit . La lettera al Ministro con le motivazioni espresse dallo stesso Micheli è riportata sul sito di  pietroichino   Giunge così al suo naturale esito un processo di riforma forte nella spinta ottenuta dall’opinione pubblica, ma debole sul piano progettuale come ulteriore “forzatura” di linee guida già fallite e soprattutto privo di un’idea chiara sulla gestione del cambiamento, come ho avuto modo di sottolineare in un precedente  commento

La Civit ci ha messo del suo gestendo male l’attuazione, tutta basata su modelli molto “scolastici” di gestione delle performances e su una produzione a getto continuo di circolari che hanno disorientato gli enti. Rilevanti sono stati altri due aspetti. La forbice che si è realizzata tra ministeri e autonomie locali: i primi, obbligati all’attuazione in termini più immediati e stringenti ma anche meno preparati dalle esperienze precedenti e abituati da un alunga storia a vanificare le innovazioni legislative introdotte dall’alto in una logica illuminista. Si è visto cosa è successo con la nomina degli Organismi indipendenti di valutazione, infarciti di giuristi, dirigenti pubblici di lungo corso e membri dei precedenti servizi di controllo interno.  Dall’altro gli enti locali, che grazie alla tutela dell’autonomia si sono abilmente sottratti con l’aiuto delle loro associazioni agli aspetti più cogenti della riforma, rinunciando peraltro a introdurre qualche innovazione. Del resto la scure tremontiana  è nel frattempo calata sulle risorse degli enti, vanificando le residue velleità e ponendo in pratica come ho scritto in altra occasione una “pietra tombale sulla riforma”.  Con onestà intellettuale ora Pietro Micheli ne trae le conseguenze.

Il mistero dell’insegnamento

Questa interessantissima discussione tra ricercatori nella sociologia ed economia dell’istruzione  teacher_evaluation  mostra quanto sia profondo il problema di capire da quali fattori dipenda davvero l’efficacia dell’insegnamento. Un altro mondo rispetto alla banalità degli approcci sia della gelmini che dei suoi oppositori. Intanto negli USA si critica anche l’efficacia dei bonus salariali per gli insegnanti che hanno un master: teachers-bonuses-masters-degrees

Attese esagerate?

Il processo di gestazione dell’Anvur, l’agenzia di valutazione delle università, è durato 4 anni e non è ancora finito. Una così lunga attesa finisce per gonfiare le aspettative,  come evidenzia questo intervento del rettore del politecnico di Torino: profumo  che a questo punto si aspetta la messa a punto di ‘un sistema di valutazione del sistema universitario italiano, che consenta di dare più stimoli e più risorse alle università che lo meriteranno’ .  Ciò fa tornare a mente le parole di uno dei padri della valutazione Quinn Michael Patton sul rischio di eccesso di attenzione: ‘A major new concern has emerged that perhaps too much attention is being paid to evaluation – attention of a wrong kind – leading to expecting more than evaluation can deliver, high stakes decision making that goes beyond the evidence, politicalization and distortion of findings, misuses of evaluation, bloated rhetoric about accountability, huge expenditure on poorly done and useless studies and a likely decline in quality as demand has outstripped the capacity for high-quality supply.’   Il buon funzionamento di un sistema di valutazione non dipende solo dalla responsabilità assunta dai pochi esperti che guideranno l’Anvur ma dalle diverse componenti di tutto un sistema (governo e parlamento, burocrazia ministeriale, comunità scientifiche e professionali, organi di controllo e giurisdizione, media ecc.) i cui comportamenti sono da anni palesemente indadeguati…

Burocrazia

 Le riforme della PA  basate sulla valutazione della performance devono ancora fare fino in fondo i conti con quanto Von Mises spiega nel suo libro del 1944:  bureaucracy

Si tratta di “the absence of an unquestionable yardstick of success and failure”: “We must put up with the fact that one cannot apply to a police department or to the office of a tax collector the well-tried methods of profit-seeking business”.