Nel convegno del 29 gennaio di ETICAPA si è convenuto che progetti di cambiamento così importanti come quello incorso di definizione per la PA “devono prodursi intorno a un nucleo socio-professionale di riferimento, vicino alla politica, ma autonomo dalle parti”. Lo sforzo è di costruire ambiti di collaborazione tra associazioni, centri di ricerca, professionisti della PA.
L’articolo di Simonetta Fiori i soci tenuti all’oscuro sulla gestione della crisi Carocci e sul ruolo dell’Associazione Il Mulino riesce a dire molto in poco spazio sulla deriva delle organizzazioni del nostro tempo governate da un management sempre più appiattito su un presente senza respiro, che ignora il passato e subisce il futuro che verrà; è un contesto di generale depressione che la sociologa Chiara Saraceno arriva a rappresentare con crudezza: “La verità è che ci hanno sbattuto in faccia la nostra inutilità”.
Jonnhy dotti , un leader del terzo settore invita a prendere sul serio la presenza della corruzione nel mondo non profit. Un problema sempre sottovalutato, ma già nella ricerca sulla “crisi dei controlli” del 2007 (Pearson) avevamo indicato come una certa disponibilità a mettersi in discussione non trovasse corrispondenza con un minimo di strutturazione e consistenza dei sistemi di controlloe e valutazione (il grado più basso tra tutti i settori considerati).
Il workshop dell’ anvur su TEACHING AND RESEARCH EVALUATION IN EUROPE si è concluso il pomeriggio del 5 dicembre con due interventi di Didier Houssin (già presidente dell’Agenzia di valutazione francese) e di Giuliano Amato che hanno entrambi ravvisato l’esigenza che la valutazione dell’università abbracci anche le relazioni tra ricerca e didattica. Questo può sembrare ovvio, ma in realtà i tecnicismi hanno ormai così preso la mano che le valutazioni delle due attività core degli atenei scorrono ormai su binari paralleli, che non si incontrano mai. Amato ha individuato nell’innovazione la risorsa centrale per il futuro dell’Europa, richiamando l’importanza di una didattica che stimoli la creatività dei giovani; peccato che nel finale del suo intervento sia scaduto un po’ nel patetico riportando esempi tratti dalle esperienze di famiglia; quando si parla di università anche i migliori cervelli non resistono alla tentazione di proiettare limitate esperienze personali su scale più ampie …
La rivista italianieuropei ha ospitato nel numero di novembre una serie di interventi sul disegno di legge di riforma della PA attualmente in discussione al Senato. Nel trattare il tema della valutazione dei risultati ho sottolineato come “i provvedimenti di riforma ora in discussione rappresentano solo un avvio per una riflessione più profonda ormai necessaria sull’ordinamento statuale e non solo sull’amministrazione pubblica. Lo “Stato polimorfico e pluralista”, che accoglie e ricomprende logiche istituzionali diverse e complementari, come quelledel welfare, della regolazione, della sussidiarietà è ormai una realtà che necessita però di un riconoscimento esplicito e richiede visioni nuove e più elaborate del rapporto tra fini e mezzi, tra politica e amministrazione, tra assetti istituzionali e strutture organizzative, tra forme giuridiche e modalità di regolazione”.
Il sito eticapa ha pubblicato il mio intervento sul performance management nelle PA, dove si esaminano alcuni aspetti del nuovo ciclo di riforme della PA che si sta aprendo alla luce dei passati fallimenti e delle esperienze internazionali
Nel convegno dell’ asfor sulla formazione manageriale in Italia è stata presentata la ricerca sull’andamento della formazione in questo ambito realizzata con i dati di 70-80 imprese medio grandi. I dati non sono troppo confortanti, se le stesse imprese più evolute finiscono per finanziare oltre il 45% dell’attività formativa con i fondi interprofessionali. Come dire che sta ormai passando l’idea che la formazione si può fare se c’è un finanziamento esterno …