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Tremonti e fra’ Luca

“Le patologie del capitalismo e il piano del presidente Obama”  è il titolo di un articolo di Giulio Tremonti scritto per Italianieuropei e anticipato  dal Corriere del 12 febbraio:  Patologie_del_Mercato C’è dentro un’analisi della crisi basata su 4 patologie. Interessante in particolare la quarta , secondo cui l’ultimo capitalismo si “è liberato dal vincolo della partita doppia”. Qui Tremonti rende omaggio a “un antico francescano, fra’ Luca Pacioli”. Così il capitalismo si sarebbe spostato solo sul conto economico, abbandonando la base del conto patrimoniale. Questo non è stato solo un passaggio contabile, è stato soprattutto un passaggio politico e morale”.  (…) E’ così che il capitalismo ha preso la forma istantanea del conto economico. E’ così che è venuto via via configurandosi un capitalismo di tipo nuovo, di tipo take away: estrai ricchezza dal contro patrimoniale, saccheggi i valori che ci sono dentro e li porti fuori”.

La rete della finanza

C’è materiale per gli studi sulle “reti d’impresa” e la network analysis. L’autorità antitrust ha pubblicato la sua indagine conoscitiva sul settore finanziario antitrust-governance  che ha messo in luce: INTRECCI PERSONALI E AZIONARI FRA CONCORRENTI SENZA PARAGONI IN EUROPA. L’80% DEI GRUPPI ESAMINATI HA NEI PROPRI ORGANISMI SOGGETTI CON INCARICHI IN CONCORRENTI.

Secondo l’autorità occorre quindi: RIVEDERE LA GOVERNANCE PER AUMENTARE LA TRASPARENZA E RECUPERARE LA FIDUCIA NECESSARIA PER SUPERARE LA CRISI. OCCORRONO INTERVENTI REGOLATORI E AUTOREGOLATORI

Distruzione di risorse

Ormai sono tutti contro la finanza creativa. Ecco montezemolo  : «Attenzione, sarebbe sbagliato mettere l’industria contro la finanza, ma bisogna dire le cose come stanno: i mutamenti riguarderanno anzitutto il settore creditizio, dove l’ingordigia e la speculazione, soprattutto americana, hanno prodotto la distruzione di risorse che cittadini ed imprese gli avevano affidato. Speriamo si chiuda definitivamente la stagione della finanza creativa – nel pubblico e nel privato – e delle ricchezze costruite sulla speculazione».

Ancora Brunetta…

 Nuovo intervento di Brunetta a 8emezzo: brunetta tra precari e fannulloni , stavolta si parla un po’ di tutto, anche della crisi: “la colpa è della finanza funambolica”

Lui semplifica un po’ le cose, però certi giornalisti fanno domande stupide, come si fa a chiedere conto al governo del fatto che non si riunisce alle 8 del mattino ma più tardi!

Ripartire dal basso

Il libro di De Benedetti – Rampini punture_di_spillo esce tempestivamente nel pieno della crisi finanziaria.

“Anziché contemplare sconfortati le nostre debolezze, è più utile partire dai nostri punti di forza, andandoli a cercare là dove si trovano, e costruire su quelli. Gli italiani possono affrontare subito con vigore e dinamismo le sfide della globalizzazione, senza attendere ricette dettate dall’alto. Questo non implica il disimpegno politico né la rinuncia a cambiare il modo in cui il paese è governato. Ma un buon governo si costruisce anche attraverso le scelte quotidiane della società civile. Ciascuno di noi ha possibilità e responsabilità che lo attendono ogni giorno, può agire e imprimere un segno sull’andamento del paese, cominciando dalla comunità in cui vive e lavora. Per questo la dimensione piccola, il luogo di lavoro, l’università, la città, la regione, è quella in cui si può agire immediatamente”.

Banche e Parmalat

L’accusa chiede pene forti al processo Parmalat e il PM Greco insiste sulla responsabilità delle banche:  «Senza il concorso degli istituti di credito la grande frode ai danni dei cittadini risparmiatori non sarebbe stata possibile…Il crollo finanziario internazionale di questi giorni dimostra ancora una volta che sul crac Parmalat avemmo l’intuizione giusta: le banche erano corresponsabili del disastro perchè di giorno e di notte lavorarono insieme al gruppo di Collecchio per fornire informazioni false», dice il pm.  E prosegue: «le banche aiutarono Parmalat a spacciare prodotti finanziari tossici, titoli che non avrebbero dovuto avere nemmeno il diritto di esistere. E sicuramente non sarà possibile accertare tutte le responsabilità di chi architettò la truffa e incassò stock option finite nei paradisi fiscali. Qui si parla solo di soldi e non di regole, da allora nulla è stato fatto per evitare che un altro caso Parmalat si ripeta in futuro».
 

La parabola di Tremonti

I giornali hanno riportato che Tremonti, parlando ai giovani industriali a Capri, ha ribadito una cosa che sembra ovvia: «la finanza non è un fine ma un mezzo, la finanza trasferisce ma non produce ricchezza» tremonti ai giovani

In realtà Tremonti come mostra il video ha invitato i giovani industriali a riflettere in profondità partendo dalla ragioneria come vera e propria parabola che illustra la mutazione avvenuta nel capitalismo. Ecco un passaggio essenziale: “Questa tendenza parossistica e istantanea dal conto patrimoniale al conto economico riflette una profonda mutazione intervenuta nel capitalismo, all’origine nel vecchio mondo contava in partita doppia il conto patrimoniale ma anche il conto economico, contava il meccanicismo e l’automatismo dei valori espressi giorno per giorno dalla borsa ma contavano anche altre valutazioni che avevano un carattere fiduciario, organico, personale , non 100 anni fa, ma 10 anni fa contava il conto economico ma contava nell’economia conoscitiva e gnoseologica del bilancio anche una serie di categorie diverse, il prudente apprezzamento degli amministratori (…) Continua la lettura di La parabola di Tremonti