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Classifiche, premi e … nichilismo

Nell’avvio del nuovo anno merita riflettere su questo articolo di  antonio scurati   sulla smania di valutare, commemorare, premiare che invade tutti i campi della vita sociale: “la nostra smania valutativa di fine decennio è sintomo della nostra sopravvenuta incapacità di assegnare valore alle cose” … “La Sindrome da Classificazione Compulsiva rientra, insomma, nel nichilismo profetizzato da Nietzsche come cifra interpretativa della decadenza di una civiltà…”

“Si pensi ai premi letterari (dal Nobel in giù). Un tempo avevano valore presso una cerchia interna e ristretta di esperti, appassionati, conoscitori, addetti ai lavori. Oggi, anche nei rari casi in cui conservano ancora qualche valore, lo conservano solo per gli esterni, per chi ignora i meccanismi e le macchinazioni da cui sono governati. Sopravvivono e prosperano in regime di piena esteriorità del loro valore riconosciuto… la pulsione a classificare, commemorare, premiare, configura un nevrotico passage à l’acte, un passaggio impulsivo all’azione non traducibile in parole o pensieri e che porta con sé un carico intollerabile di frustrazione, la frustrazione di chi è incapace di collocare l’esperienza della propria situazione all’interno di un tutto dotato di significato. In questa situazione, per valutare le cose e le persone rimangono soltanto criteri esteriori. Su tutti, trionfa il più esteriore: il successo, questo banale participio passato del verbo succedere, di recente innalzato a metro di tutte le cose”.

Il Casinò premia le eccellenze

 Il casino di Sanremo ha istituito il premio casino-cento-anni-da-qui  attribuendolo anche all’Olivetti:  “Abbiamo scelto due gruppi imprenditoriali che in cento anni di attività- spiega il presidente di Casinò Spa Donato Di Ponziano– “hanno saputo cercare l’eccellenza nel loro campo e di questa hanno saputo fare un elemento determinante e vincente. Già dagli anni settanta l’Olivetti è stata uno dei simboli della modernizzazione industriale nazionale…”

Qualità della prestazione individuale

Sotto la spinta di Brunetta,  la stampa insiste nel proporre premi al merito anche per gli statali. Così, secondo Feltri: “per definizione il premio è qualcosa di straordinario previsto per chi eccelle nel lavoro e non per chi batte la fiacca”:  tremarella statali , la sfida del merito

Sono andato a rivedermi  il CCNL del 1997 dei dirigenti dello Stato (il primo). Allora ero membro dell’Aran e condussi quella trattativa scrivendo personalmente l’art. 40 che introduceva l’istituto del premio per la qualità delle prestazioni individuali: art-40-qualitaindividuale.doc  In pratica solo 2 dirigenti su 10 potevano essere premiati annualmente con un valore incentivante non piccolo: 10 milioni delle lire di allora. Però questo istituto non piacque alle amministrazioni e fu aggirato in tutti i modi, fino a che fu eliminato dai contratti successivi. La stessa sorte toccò al “fondino” che prevedeva un premio simile (molto più piccolo!) per i più meritevoli tra tutti i lavoratori.