Tutti gli articoli di gianni

L’imbarazzante deriva dell’economia

L’idea prospettata dal governo di legare all’andamento del PIL gli  incentivi per i dirigenti statali ha fatto discutere; certo può sconcertare alla luce dell’innovazione emergente, se anche droga e prostituzione saranno inclusi nel calcolo del PIL…

Non è un problema moralistico, ma di chiarezza di idee e di capacità di pensiero autonomo e critico

Comma 222

Ci voleva un “bocconiano” come il Presidente Monti per introdurre un emblematico “comma 222” nel nostro sistema legislativo. Leggere per credere: un articolo della norma sulla spending review promossa dal Governo Monti (art. 3 comma 9 del decreto legge n. 95/12, convertito in legge n. 135 stesso anno)  ha aggiunto all’art. 2 di una delle vecchie leggi finanziarie “tremontiane” (legge 191 del 2009) il comma 222 ter che prevede specifiche misure tese a ridurre gli spazi destinati all’archiviazione cartacea della documentazione delle amministrazioni statali. Si pensa di riuscire a governare dal centro con norme rigide aspetti di gestione minuta come la riduzione degli spazi di archiviazione dei documenti di organizzazioni complesse articolate su tutto il territorio nazionale come i ministeri. Demanio (e Corte dei Conti) dovrebbero coordinare e controllare tutto questo erogando eventualmente sanzioni economiche. Il Governo Monti non c’è più, le norme restano. Auguri!  Il testo è questo:

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La visione “francescana” della scuola

Mentre in tutto il mondo monta la polemica contro la visione riduttiva della scuola e dell’apprendimento indotta dall’acritico recepimento dei test Ocse-PISA , come misurazione oggettiva che determina il fine stesso dell’educazione, papa Francesco rappresenta con parole semplici  il valore della scuola come incontro tra persone che dà sapore al sapere, e trova nel pensiero laico di luigi berlinguer un’eco significativa.

Contro il non profit


La lettura del libro di Giovanni Moro  contro il non profit mi ha fatto tornare alla mente un mio vecchio articolo su  aggiornamenti sociali di cui sono ora riuscito a recuperare il link. Mi pare che i rischi di estensione dei comportamenti opportunistici che profilavo nelle conclusioni dell’articolo del 1996 trovino ora puntuale riscontro nella pungente analisi di Moro, cui si deve  la lucida identificazione del problema,  che non risiede nella “cattiva attuazione di una buona idea” ma nel difetto originario di “una cattiva idea che si è incarnata in comportamenti coerenti con essa”. Il dibattito approfondito e partecipato nell’arena pubblica richiesto da Giovanni Moro è quanto mai necessario su questo tema.

Nuovi modelli organizzativi per la “customer experience”

Al Convegno di  S&O sui  “Nuovi modelli organizzativi per la Customer Experience”  ho individuato nella interazione tra tecnologia e soggettività sociale il fatto veramente nuovo che impone cambiamenti organizzativi importanti nelle aziende. L’impatto interessa infatti in modo forte sia le relazioni con il mercato e il contesto esterno, sia la vita organizzativa interna e le relazioni interpersonali che la caratterizzano. Strutture, ruoli professionali, competenze, comportamenti sono posti sotto tensione in modi nuovi. Soluzioni veramente persuasive stentano tuttavia ad affermarsi per la presenza di contraddizioni irrisolte che ostacolano la diffusione in orizzontale di pratiche generative improntate alla collaborazione e capaci di sostenere ambiguità e incertezza.