L’Accademia Italiana di Economia Aziendale ha festeggiato nel suo Convegno di Lecce il proprio bicentenario; un’occasione importante per riflettere sul processo di internazionalizzazione dell’aziendalismo italiano; come osserva Giorgio Invernizzi nella sua relazione introduttiva al Convegno, pubblicare articoli in inglese su riviste estere importanti“non è condizione sufficiente per diffondere l’approccio aziendalistico italiano. E’ solo una condizione necessaria, che addirittura espone a rischi di perdita di identità in assenza di una strategia di internazionalizzazione che coinvolga i nostri Istituti e i nostri Dipartimenti”.
Il problema di una leadership troppo lontana dalla base riguarda tutte le grandi organizzazioni e non è solo un problema di “democrazia” perché investe direttamente l’efficacia operativa. fabrizio barca pone lucidamente questo aspetto al centro della sua “Memoria politica dopo 16 mesi di governo”, diffusa nell’aprile 201profilando la sua idea di “partito nuovo per un buon governo” che sia innanzitutto mobilitatore di conoscenze:“perseguire la concentrazione delle decisioni nelle mani di pochi non è solo in tensione con il principio di rappresentanza. È anche in tensione con il principio di competenza. È un errore e basta. È l’errore compiuto (…) durante l’ultimo trentennio affidandosi per decisioni di grande importanza a managere tecnici privati o alle tecnocrazie degli organismi internazionali, nell’assunto che essi conoscessero le regole e le istituzioni che, in modo indipendente dai contesti, consentono di assicurare decisioni buone. La grave crisi economica in atto è anche, in larga misura, il risultato di questo errore. Urge allora riconoscere in un partito volto alla ‘mobilitazione cognitiva’ anche un partito che lavora, con costanza, a ricomporre principio di maggioranza e principio di competenza (…) Serve un partito che lo faccia senza negare la complessità del sistema delle conoscenze necessarie ad assumere decisioni pubbliche, come chi ritiene la Rete un sostituto possibile dei partiti. E che, riconosca che solo la mobilitazione di tutte le conoscenze disponibili può affrontare realtà complesse in modo adeguato. In sintesi, la ricomposizione fra cittadini votanti e cittadini proponenti e partecipanti è l’unico vero ponte possibile fra principio di maggioranza e di competenza”.
Nel dibattito organizzato dalla società di consulenza internazionale mercer il tema della successione agli amministratori esecutivi e quello della pianificazione delle carriere è stato affrontato come una opportunità di riflessione sull’organizzazione, sui ruoli, sulle competenze interne alla luce degli scenari strategici, al di là delle tecniche più o meno sofisticate che possono essere adottate.
La questione della dirigenza pubblica e del suo rapporto con la politica è affontata ancora troppo superficialmente nel dibattito, e anche nella campagna elettorale: si vede questa discussione avviata da stancanelli (ItaliaFutura) che critica l’intervento di alesina & giavazzi molto radicali a loro volta nel valutare il potere bloccante delle burocrazie pubbliche verso le intenzioni riformatrici di alcuni ministri. Promuovere l’indipendenza del dirigente, oppure la sua capacità di corrispondere a un disegno di innovazione? In astratto ci sono ragioni da entrambe le parti. Tuttavia per ricostruire la dirigenza pubblica come corpo tecnico affidabile e autonomo ci vorranno molti anni; nè la valutazione oggettiva dei risultati appare uno strumento applicabile nel breve; si apre una fase di transizione molto dura per risanare guasti di un decennio, che richiede un approccio più pragmatico che dia spazio anche a uno spoil system, purchè regolato ed esposto a forme di trasparenza totale ..
Con questo comunicato di fine anno l’ANVUR prende una posizione di aperta critica delle conseguenze della legge di stabilità per il finanziamento delle università italiane e arriva a stigmatizzare l’incapacità dei decisori politici “ad individuare le reali priorità del Paese dal punto di vista sia della vita civile e culturale sia dei fattori fondamentali che guidano la capacità di crescita e di sviluppo di un’economia moderna”.
In tempi normali si potrebbe definire “irrituale” questa critica alla politica da parte dei membri di un’agenzia nominata dal governo (quello precedente all’attuale, al quale del resto risalgono i provvedimenti originari di forte de-finanziamento) ; tuttavia la gravità della situazione porta ad apprezzare questa presa di posizione da parte di tecnici che sono comunque espressione del mondo universitario; soprattutto appare pertinente l’osservazione che l’università “si è aperta alla valutazione dei risultati come nessun’altra istituzione del Paese”. E’ un punto che merita di essere segnalato e ripreso nel 2013.
Ci ha lasciati l’11 dicembre un altro dei grandi maestri del Novecento, vero scienziato, e agente, del cambiamento sociale, molto più che economista, Albert O. Hirschman di cui siamo debitori tra le tante cose per lo studio su Exit, Voice, and Loyaltydel 1970 che tratta di Responses to Decline in Firms, Organizations, and States, un tema oggi spaventosamente attuale.
Al convegno del consiglio regionale le tematiche poste dalla spending review (ormai in attuazione solo parziale) saranno affrontate nella prospettiva della prossima legislatura. Sarà l’occasione per proporre una visione di cambiamento verso un sistema pubblico integrato e snellito
Controllo dei costi, qualità e innovazione possono procedere insieme anche in contesti complessi di organizzazione professionale come la sanità. L’articolo del Newyorker’s su bigmed esplora questa via, interessante in tempi di spending review.
Sono pubblicati sul sito di assochange i video del convegno nazionale di giugno 2012 “ci vuole metodo per cambiare”, tra cui l’intervento dell’assessore di Milano Maran sul progetto area C.
Journal of organizational design è una rivista elettronica ad open access promossa da Organizational Design Community, una comunità internazionale di studiosi manager e istituzioni dedicati a sviluppare la teoria e la pratica della progettazione organizzativa. E’ un brillante esempio di nuove formule per diffondere i risultati della ricerca di frontiera su temi di grande rilevanza per le professioni manageriali e per l’intera società.