La ricerca di forme organizzative innovative produce sempre nuovi tentativi: self-governing-organization
sempre però poco persuasivi e non generalizzabili
Rientrano in questo argomento gli interventi che riguardano la gestione del cambiamento nelle organizzazioni.
La ricerca di forme organizzative innovative produce sempre nuovi tentativi: self-governing-organization
sempre però poco persuasivi e non generalizzabili
E’ uscito il vol. 20 di research in organizational change and development (ROCD, 2012) che contiene l’articolo che ho scritto insieme a Eliana Minelli sul cambiamento organizzativo: An Integrative Conceptual Framework of Organizational Change: A ‘Triple Helix’ Model. Nell’ambito del prossimo Annual meeting dell’Academy of management a Boston (7 agosto 2012) Eliana Minelli interverrà al symposium con gli altri autori del volume.
Il convegno nazionale Assochange del 26 giugno ha lanciato l’appello “aiutiamo il paese a cambiare” che individua la trasformazione delle organizzazioni pubbliche e private come una grande questione nazionale.
E’ uscito il nuovo libro del premio Nobel Ronald Coase che descrive come la Cina è diventata capitalista. Un piccolo particolare, Coase ha 101 anni ma ci può ancora insegnare molto come mostra questa intervista recente: more coase
Il 26 giugno si tiene a Milano il convegno annuale di Assochange imperniato sul metodo del cambiamento
Nella mia intervista a Ilsussidiario.net cerco di riportare il problema sulle disparità di trattamento tra lavoratori privati e pubblici in materia di tutela del posto del lavoro all’esigenza di una più ampia e radicale riorganizzazione delle PA, al di là delle impostazioni reattive e stereotipate che emergono tutti i giorni.
Così è stata definita la riforma delle pubbliche amministrazioni dal nuovo presidente della Confindustria Giorgio Squinzi, nella sua relazione all’assemblea generale dell’associazione
Su questo spunto, il sito aladinpensiero riprende in merito il mio recente intervento…
Lunedì 28 maggio la “disperata ricerca di performance nelle organizzazioni” sarà il tema guida del XIII workshop dei docenti di organizzazione aziendale che si terrà a Verona. Nell’occasione coordinerò un panel su “le amministrazioni pubbliche e le sfide del cambiamento: processi, prestazione e risultati”.
La convergenza tra la responsabilità sociale dell’impresa e l’utilizzo dei social network come vettori di innovazione è posta al centro dell’incontro promosso da missiocontinuity e cui anche Assochange partecipa: social innovation
Quelli che incombono sulle PA di tutto il mondo sono Wicked problems, problemi maligni (o forse diabolici). Si tratta di problemi difficilmente isolabili, che si confrontano con realtà in cambiamento, che richiedono soluzioni nuove e sui quali i diversi soggetti coinvolti hanno idee diverse.
E’ questa l’espressione che potrebbe sintetizzare meglio di altre il contenuto essenziale emerso dalla XVI Annual Conference della International Research Society for Public Management (IR SPM), che si è conclusa stamattina a Roma. La Conferenza (Roma, 11-14 aprile, 2012) si è significativamente intitolata Contradictions in Public Management. Managing in volatile times.IRSPM2012
Il New Public Management basato sulla trasposizione di logiche di performance management dal mondo delle imprese a quello delle PA è messo in discussione per la sua rigidità di fronte a uno scenario di complessità, incertezza, interdipendenza. Il paradigma emergente è invece quello della New Public Governance che lavora per linee orizzontali sui rapporti di collaborazione tra diverse amministrazioni. E che implica il riferimento a culture plurali, versatilità ed elasticità intellettuale, diverse da quelle del management classico. La logica dei risultati e delle conseguenze deve essere integrata con quella dell’appropriatezza e della rispondenza alle sensibilità soggettive. Non si scopre nulla, perché sono concetti che autori come Crozier e Wildawsky proponevano già negli anni ’60 del precedente secolo.
Resta da constatare che le linee di riforma delle PA ancora in atto in Italia restano nel solco dell’impostazione brunettiana del NPM, una brutta copia di un paradigma che mostra ormai la corda anche dove è stato concepito e più persuasivamente interpretato.