Nell’incontro del 28 novembre sull’evoluzione dei modelli di competenze professionali e di culture aziendali in relazione anche agli effetti di web e social network sono emerse le prospettive seguite da aziende apripista che utilizzano questi strumenti per gestire non solo prodotti e servizi ma “mondi di vita e di relazioni”; i contesti sono diversissimi e, per restare ai casi esposti nell’incontro, toccano realtà come la prima infanzia (Danone Mellin), il garage (Magneti Martelli), ambiti raffinati del lusso (LVMH), i servizi finanziari (Deutsche Bank), l’interazione tra Internet e la vita privata e di lavoro delle persone (Fastweb). Si tratta solo di primi passi di un percorso verso l’ignoto condotto per ora da persone che non sono nativi digitali, in attesa che questi ultimi facciano davvero il loro ingresso in azienda. Ma è difficile pensare che questa strada non incroci prima o poi dinamiche conflittuali innescate da visioni e valori divergenti.
Nell’ambito del convegno su equilibri di bilancio e autonomia gestionale delle amministrazioni tenuto il 3 luglio scorso alla camera dei deputati è stato richiamato il mio scritto del 1983 sui circoli viziosi nei rapporti interorganizzativi tra enti locali e organi centrali di governo, un problema che sta riprendendo attualità di fronte alla contraddizione irrisolta tra federalismo fiscale e manovre finanziarie di ispirazione centralistica. La rivista Azienda pubblica pubblicherà prossimamente un dibattito in materia; qui anticipo il mio intervento
Ho commentato l’articolo di guido rossi sull’istruzione come parte della politica industriale, secondo cui è la cultura che può guidare l’economia e non viceversa. Un’idea interessante ma che andrebbe approfondita in termini meno ambigui
Ieri 15 febbraio, il convegno al CNR di presentazione dei risultati sul progetto di rilevante interesse nazionale (PRIN) sulla valutazione dell’università ha costituito un momento intenso e vivace di confronto a più voci: ministero, anvur, esponenti delle diverse comunità scientifiche, studiosi dell’higher education, manager universitari hanno discusso i risultati presentati dal nostro gruppo di ricerca. Il convegno ha avuto attenzione anche sul blog di io donna su avvenire-13-2, avvenire-intervista e ilmondo
Nel dibattito organizzato dalla società di consulenza internazionale mercer il tema della successione agli amministratori esecutivi e quello della pianificazione delle carriere è stato affrontato come una opportunità di riflessione sull’organizzazione, sui ruoli, sulle competenze interne alla luce degli scenari strategici, al di là delle tecniche più o meno sofisticate che possono essere adottate.
E’ uscito il vol. 20 di research in organizational change and development (ROCD, 2012) che contiene l’articolo che ho scritto insieme a Eliana Minelli sul cambiamento organizzativo: An Integrative Conceptual Framework of Organizational Change: A ‘Triple Helix’ Model. Nell’ambito del prossimo Annual meeting dell’Academy of management a Boston (7 agosto 2012) Eliana Minelli interverrà al symposium con gli altri autori del volume.
Nell’intervista alla rivista artigiani oggi parlo della responsabilità sociale per le piccole imprese in termini che possono sembrare restrittivi, sconsigliando di fare scelte di questo tipo in base a piccoli calcoli di bottega…
Il mio intervento a un convegno dei consulenti del lavoro di Varese in tema di etica e valori professionali è stato sintetizzato da varesenews.it con una frase “quando la volpe parla di etica bada alle tue galline”. Ho detto anche altro, ma non rifiuto questa sintesi ardita …
E’ uscito oggi su IlSole24Ore il mio intervento sui sistemi di valutazione dei professori universitari che commenta i primi documenti dell’Anvur su questo problema
La ricerca di nuove forme organizzative capaci di gestire la complessità propria delle moderne organizzazioni, semplificando e utilizando le regole in modo intelligente, è stata al centro del nuovo incontro della rivista Sviluppo & Organizzazione.