Il lavoro dopo la crisi ricerca un rapporto con la realtà: manutenzione-anima
Rientrano in questo argomento gli interventi sul rapporto tra persone e organizzazioni e sui temi del mercato del lavoro
Il lavoro dopo la crisi ricerca un rapporto con la realtà: manutenzione-anima
Lo studio di McKinsey Foundation su Impact_Aging_Baby_Boomers introduce alla necessità di considerare più attentamente la demografia quando si discute di lavoro e di economia.
Anche negli studi legali si fa strada l’innovazione tecnologica e organizzativa: innovazione-e-avvocati
Victor Massiah, direttore generale di UBI Banca, intervistato da il sole 24 ore del 1 dicembre 2009 dice tra l’altro: “La mia idea è che bisogna ristabilire dei punti di riferimento all’interno dell’organizzazione. E il direttore di filiale è una figura da riscoprire e rivalutare appieno cme punto di riferimento per i clienti. pensi alla considerazioe che aveva, non dico solo in banca ma nella nostra società, un direttore della filiale della Comit fino a 20-30 anni fa.
Insomma: per guardare al futuro bisogna tornare all’antico? Non dico questo, perchè ci dobbiamo confrontare con la tecnologia. Pensiamo alla banda larga: se funzionerà, si potranno immaginare servizi di consulenza a distanza con il cliente collegato anche visivamente. Ripensando la funzione delle filiali. Nonostante tutto il peso di Internet, però, se dovessi evidenziare la principale conseguenza della crisi finanziaria ed economica degli ultimi due anni, direi che il punto chiave è la necessità di riscoprire il fattore umano, il valore delle persone che formano un’azienda e i loro legami con il territorio che li circonda.
La lettera di celli che invita il figlio a lasciare l’Italia ha suscitato migliaia di commenti, molto positivi e molto negativi. Sicuramente ha saputo toccare una sensibilità diffusa. Nel merito, direi, che dopo tanti interventi brillanti questa volta mi lascia perplesso perchè asseconda un vizio diffuso, quello di valutare una realtà molto aggregata, come è il sistema Italia, generalizzando il giudizio. Ciò che manca è spesso la capacità di distinguere, di separare comportamenti che hanno diverso segno, di vedere anche ciò che è meno evidente ma non per questo non esiste. Abbiamo bisogno di pensiero critico cha sappia distinguere e non di incoraggiare chi vede tutto nero o tutto positivo…. La risposta data oggi è più persuasiva, ammettendo come si sia soprattutto voluto provocare una reazione e qui possiamo dire che Celli ci è riuscito ben al di là delle sue stesse aspettative!
Alla cerimonia della Nunziatella le donne ammesse all’Accademia militare ricevono fischi dai presenti. Il Sole 24 ore commenta duro: fischi-cadetti , ma il giorno dopo offre anche una diversa interpretazione avrei-fischiato-per-goliardia .
Interessante intervista di celli su ticonzero, tra l’altro dice: “Non conosco, infatti, nessun buon manager che ha studiato solo manuali. I bravi manager leggono, leggono romanzi. Molti bravi manager che ho conosciuto, penso a Tatò, ma anche a Marchionne, non sono economisti o ingegneri, sono laureati in filosofia e poi magari hanno ottenuto una seconda laurea in economia, in giurisprudenza…”
L’intervista di michela marzano a job 24sul suo libro sulla manipolazione ha rotto un velo di ipocrisia riconoscendo che non siamo nel migliore dei mondi possibili e che il linguaggio usato rivela le intenzioni nascoste: in generale nei vari campi e in tutto il sistema globale prevalgono non i più creativi ma i più abili: la cosiddetta meritocrazia è quantomai problematica dappertutto e si tratta di un fenomeno globale, non certo solo italiano.
i telegiornali TG1 e TG3 hanno dedicato alcuni servizi al nostro master in management del settore areonautico (LIUC + UNIVA + aziende come AGUSTA-WESTLAND, ALENIA-AERMACCHI e altre del settore). Un’occasione importante di incontro tra cultura tecnologica e cultura organizzativa che stiamo cercando di sviluppare con passione…
Le riflessioni sulla leadership innescate dalla crisi riportano a prospettive antiche: efmd: globalfocus , così si riscopre l’importanza di quanto avviene “ai piani bassi” dell’organizzazione: “Determined by the unintended and misleading consequences of the shareholder value approach, top managers around the world are forced to concentrate on short-term financial optimisation and therefore spend too little management attention and other resources on critical corporate performance drivers … we can draw the conclusion that we have to improve immediate or operational leadership to increase employees´ commitment and productivity…”