Sul sito specializzato su questo argomento, curato da Maurizio Quarta, troviamo un’efficace descrizione di sintesi:
“Il ricorso al temporary management si sta radicando in Europa come uno dei modelli privilegiati per gestire l’accelerazione del cambiamento e dell’innovazione nelle imprese. Protagonisti di questo trend in crescita sono senior project manager, ex-dirigenti o top manager che hanno deciso di proseguire la propria carriera non tanto seguendo l’iter gerarchico aziendale, bensì sulla base di progetti sempre più sfidanti, per sé e per le imprese che li ingaggiano: la “sistemazione” di una business unit nell’ottica di una sua vendita, la conduzione di un cambiamento strategico o di un turnaround, il lancio di nuove attività all’estero, il governo di periodi di transizione, lo sviluppo di manager permanenti.” www.temporary-management.com
Il dott. Quarta ci ha reso disponibile un suo articolo, che ne approfondisce gli aspetti essenziali: temporary management
Sotto la spinta di Brunetta, la stampa insiste nel proporre premi al merito anche per gli statali. Così, secondo Feltri: “per definizione il premio è qualcosa di straordinario previsto per chi eccelle nel lavoro e non per chi batte la fiacca”: tremarella statali , la sfida del merito
Sono andato a rivedermi il CCNL del 1997 dei dirigenti dello Stato (il primo). Allora ero membro dell’Aran e condussi quella trattativa scrivendo personalmente l’art. 40 che introduceva l’istituto del premio per la qualità delle prestazioni individuali: art-40-qualitaindividuale.doc In pratica solo 2 dirigenti su 10 potevano essere premiati annualmente con un valore incentivante non piccolo: 10 milioni delle lire di allora. Però questo istituto non piacque alle amministrazioni e fu aggirato in tutti i modi, fino a che fu eliminato dai contratti successivi. La stessa sorte toccò al “fondino” che prevedeva un premio simile (molto più piccolo!) per i più meritevoli tra tutti i lavoratori.
In questo articolo on line gabrielli solleva il tema del ruolo che i Direttori del Personale possono avere nell'”educare” i capi -a qualunque livello- a gestire in modo “sostenibile” le persone per sviluppare motivazione e benessere individuale e sociale. Un compito problematico, come lui stesso avverte, e che coinvolge in qualche modo l’assetto di governance delle aziende. C’è qualcuno nelle alte sfere aziendali che si preoccupa di aspetti “educativi” di questo tipo?
John Fleming di GALLUP Organization spiega in questo video i concetti base di Human Sigma, il metodo derivato dalle note analisi sull’inadeguatezza dei metodi manageriali più diffusi che inducono un alto tasso di demotivazione nei lavoratori. I rimedi principali sono individuati in una diversa cura della front line con grande attenzione al ruolo richiesto agli operatori nel rapporto con i clienti, superamento delle forme di standardizzazione, sviluppo delle abilità naturali e nuovi sistemi di carriera imperniati sulle performance di ruolo e non sulla progressione nella gerarchia. Il tema è oggetto anche di un libro
Nelle aziende, nelle organizzazioni in genere, si parla male e questo indebolisce il contesto relazionale. Ciò riguarda molto spesso i capi, come ci ricorda qualche recente indagine. linguaggio-dei-capi – listaBBC
Anche il linguaggio – parlato e scritto – è manifestazione della qualità. Non dovremmo dimenticarcene nelle istituzioni formative anche quando ci si occupa di temi professionali.
3 anni fa con alcuni colleghi abbiamo fatto un libro con questo titolo che sembrava un po’ troppo drammatico. Ma la questione continua a porsi all’attenzione. Le nuove condizioni del mercato del lavoro richiedono un ripensamento del concetto stesso di carriera, non solo nelle fasi giovanili ma ancor più quando ci si avvicina all’età matura. Se ne parla in Assolombarda il 30 giugno. aimba-convegno-over-40-30-giugno-08
Caos calmo ha avuto una vasta eco per il film di Nanni Moretti, ma è molto bello anche il libro di Sandro Veronesi, da cui è tratto il film. Interessante è la descrizione del clima organizzativo indotto dalla fusione aziendale nella quale è coinvolto, ma con molto distacco, il protagonista. Ascoltiamo la voce dell’autore che legge un brano del libro: la fusione
La complessità del lavoro dei knowledge workers, con particolare attenzione per i professionisti della sanità, è il filo conduttore del nuovo numero di Hamlet il bimestrale di AIDP sulla gestione delle persone nelle organizzazioni, inserito nel numero di giugno di L’impresa. indice-n.3
In questi giorni ho iniziato a comunicare, cominciando dall’ambiente della mia università, l’avvio di questo sito/blog sul tema delle risorse umane. Ciò significa per me sperimentare un metodo di lavoro più aperto e interattivo con la diffusione di idee e contenuti anche in corso di elaborazione. Grazie a chi vorrà prestare attenzione e contribuire.