Mentre si sta aprendo la discussione sul federalismo fiscale, emergono nuove situazioni di crisi finanziaria di enti locali importanti e di diffusi comportamenti di spesa del tutto fuori luogo.
Nel dibattito di Cortina con Bruno Vespa ed Enrico Cisnetto il ministro Brunetta ha parlato della responsabilità della politica e di come misurare la produttività dei dipendenti pubblici: “Perché – ha detto il ministro – tutto ciò che non è misurabile non è migliorabile”. Si può accettare se non si prende alla lettera, tutto è valutabile con un mix di dati oggettivi e giudizi soggettivi; la trasparenza è fondamentale per valutare e qui la battaglia di Brunetta è sacrosanta. Misurare in senso pieno e proprio è altra cosa e di solito non è possibile per le cose complesse. cortina_incontri
Quanto alla disponibilità della politica a rispondere di risultati oggettivi e non di un generico consenso degli elettori è lecito dubitare!
E’ appena uscito il manuale di management dell’ente locale , curato dagli amici Luca Bisio e Mario Mazzoleni per la collana di management pubblico di Il Sole 24 Ore libri, da loro diretta. Si tratta di uno strumento importante di riflessione e di guida per orientare l’operatività quotidiana del manager pubblico locale in uno scenario che cambia, frutto dell’esperienza e dell’impegno di un gruppo di docenti, consulenti e manager pubblici. C’è anche un mio capitolo su Il management e le riforme della PA: uno sguardo al futuro.
E’ uscito il n° 3, 2008 di Risorse umane nella PA: sommario
Contiene tra l’altro un editoriale di Renato Ruffini (Alla ricerca di nuove idee) e una nuova uscita di Letture e visioni che commenta il film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì e il romanzo Una notte al call center dello scrittore indiano Chetan Bhagat.
Sotto la spinta di Brunetta, la stampa insiste nel proporre premi al merito anche per gli statali. Così, secondo Feltri: “per definizione il premio è qualcosa di straordinario previsto per chi eccelle nel lavoro e non per chi batte la fiacca”: tremarella statali , la sfida del merito
Sono andato a rivedermi il CCNL del 1997 dei dirigenti dello Stato (il primo). Allora ero membro dell’Aran e condussi quella trattativa scrivendo personalmente l’art. 40 che introduceva l’istituto del premio per la qualità delle prestazioni individuali: art-40-qualitaindividuale.doc In pratica solo 2 dirigenti su 10 potevano essere premiati annualmente con un valore incentivante non piccolo: 10 milioni delle lire di allora. Però questo istituto non piacque alle amministrazioni e fu aggirato in tutti i modi, fino a che fu eliminato dai contratti successivi. La stessa sorte toccò al “fondino” che prevedeva un premio simile (molto più piccolo!) per i più meritevoli tra tutti i lavoratori.
Ma il vero nodo è il federalismo fiscale che incombe almeno da 15 anni, affrontato da tutti solo a parole: sarà difficile scioglierlo con i fatti nel consenso generale perchè almeno all’inizio configura un gioco a somma zero, almeno per chi non crede alle favole, chiunque le racconti.
Mentre il Ministro Brunetta continua le sue esternazioni intervento-radioanch’io, si riapre la discussione sulla riforma del pubblico impiego e sulla necessità di reimpostarla: pisauro-lavoce.info
Economisti e giuristi hanno le loro ricette, la mia convinzione è che continui a sfuggire il carattere sistemico della questione; risolverlo significherebbe cambiare globalmente il sistema-paese e la cultura diffusa che lo condiziona. Risultati parziali si possono ottenere con progetti specifici mirati ad amministrazioni definite.
In Italia la funzione di auditing sulla finanza pubblica è affidata a una magistratura, la Corte dei Conti. Il momento pubblico più importante e solenne è ogni anno il “Giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato relativo all’esercizio finanziario …”, di cui è disponibile da qualche tempo una registrazione video: giudizio di parificazione-2007
E’ istruttivo vedere come la cornice di questo evento, con la forma tipica dei riti giudiziari, caratterizza e orienta gli stessi contenuti tecnici e metodologici della funzione di controllo.
Su Il Sole 24 ore di oggi, Pier Luigi Celli ritorna sul libro recente di Roger Abravanel “meritocrazia” (v. post del 19 giugno) osservando che il tema del merito di recente alla ribalta della pubblicistica rischia di diventare rapidamente una retorica.
Due passi che condivido completamente:
“Le credenze e le preferenze della persona si conformeranno rispetto a ciò che hanno visto funzionare; anzitutto nei modelli di successo trasmessi all’altro da chi si è affermato e ora può condizionare il setting nel quale nuota chi cerca, più in basso, di orientarsi a trovare una propria personale soddisfazione”.
“Il merito non è una virtù da coltivare. E’ solo un modo per essere più giusti. Il dubbio è che questo non sia un tempo che punti particolarmente sulla giustizia. E allora perchè non dirlo?”
La riforma Brunetta sembra ormai delinearsi con chiarezza da una serie di documenti disponibili. Il ministro stesso l’ha esposta in alcune occasioni pubbliche: interventi-televisivi e audizioni
Mentre i provvedimenti in corso di attuazione sono raccolti in un dossier: dossier-riforma-brunetta
Tutto ciò coinvolge molteplici soggetti cui si richiede un contributo intelligente; la logica bastone & carota risponde a un sentimento popolare diffuso ma di solito non riesce a governare i comportamenti opportunisti che un clima generalizzato di sfiducia tende a riprodurre. Qui si gioca molto, come attivare contributi intelligenti e diffusi, come costruire quel tanto di fiducia che è necessario?