Gli articoli pubblicati si focalizzano in particolare sul tema della motivazione al lavoro in un momento che vede le organizzazioni confrontarsi con la disaffezione di componenti consistenti del personale, un fenomeno da sempre rilevato, ma che sembra trovare nuova attualità anche per le fasce dotate di buoni livelli di professionalità e scolarizzazione. Si tratta di una manifestazione di quel “rumore”, inteso come rottura dell’ordine e dell’atteso, che produce spiazzamenti strategici per le aziende, cognitivi ed emozionali per le persone, che abbiamo posto al centro del programma del Forum di Sviluppo & Organizzazione dell’ottobre 2022: incontro/forum-di-sviluppo-e-organizzazione-milano-2022 ,a
cui dovremo rivolgere ulteriore attenzione nel corso del 2023.
E’ disponibile on line il nuovo numero della Rivista taliana di Public Management con il mio articolo per un discorso sul metodo riferito alla esperienza italiana di spending review.
Il dipinto di Tiepolo (figlio) il mondo nuovo evoca lo smarrimento diffuso di fronte a un futuro sconosciuto e incombente e la fiducia mal riposta in rimedi magici proposti da figure ambigue.
Il pensiero di Carlo Masini a 20 anni dalla scomparsa è stato oggetto di incontro il 20 novembre alla Bocconi, con interventi di tanti docenti di Economia aziendale delle Università italiane. Nell’occasione ho ricordato un breve saggio del 1959 “Preliminari per una riforma istituzionale del collegio dei sindaci” come esempio di un metodo di analisi scientifica che combinava ampiezza di visione, solidità dei fondamenti ideali e filosofici, rigore dell’evidenza empirica, purezza di eleganza e di linguaggio. E’ grazie a queste qualità che scritti degli anni 50 mantengono viva la loro attualità, come si evince dal seguente passo: “la regolazione pubblica e privata, l’organizzazione delle imprese sembrano rivolte per lo più a punire per fatti avvenuti, di cui tra l’altro è difficile l’attribuzione di responsabilità; non pongono le basi di una conveniente vita delle imprese “. Masini riteneva già allora che una riforma istituzionale degli organi di controllo principali, in particolare del collegio dei sindaci, fosse il punto di attacco giusto per una più organica, ma graduale riforma dell’impresa: “s’incominci dai sindaci e si darà un vigoroso impulso all’azione di miglioramento dell’amministrazione delle imprese” (Masini, 1959). Un concetto, una nuova regolazione dell’attività degli auditor interni ed esterni, che abbiamo visto ripreso negli anni 2000 in Europa e in America da illustri studiosi del diritto e dell’economia d’impresa. Tra l’altro, Masini insegnava a noi tutti a curare la proprietà del linguaggio, perchè le parole utilizzate hanno il potere di orientare o disorientare il pensiero. Una lezione oggi troppo spesso dimenticata.
L’amico Giorgio Invernizzi ha commentato l’enciclica Laudato Si’ dl punto di vista delle implicazioni per l’impresa: Invernizzi-laudato ravvisando le tre “denunce”: 1. Del potere tecnocratico 2. Della finanziarizzazione dell’economia 3. Della miopia della proprietà privata e del mercato. E individuando quindi le tre “sollecitazioni” nel senso di: 1. alzare lo sguardo: 2. responsabilità piena nei confronti dell’azienda 3. cambiamento dei processi decisionali correnti.
E’ disponibile on line la ricerca sui referti sui controlli degli enti locali, in applicazione del DL 174/2012, svolta da LIUC per conto di Accademiautonomie. Si tratta di una ricognizione complessiva dei sistemi di controllo interni di questi enti ed anche degli interventi di “meta-controllo” esercitati dalla Corte dei Conti. Ne esce un quadro molto differenziato che evidenzia il persistere di pratiche “tradizionali” e “squilibrate” in circa metà degli enti ed anche la presenza di sforzi rilevanti di migliorare queste pratiche nella parte più evoluta del sistema delle autonomie.
Nell’intervista a Repubblica Christine lagarde offre un quadro realistico dei problemi dell’economia e finanza globale; fra gli aspetti di preoccupazione include significativamente l’incontrollabilità delle grandi organizzazioni: “la mia seconda preoccupazione, avendo ricoperto incarichi manageriali, è che le organizzazioni molto grande e complesse diventano molto difficili da gestire, ed è ancora più difficile costringerle a rendere conto del loro operato”. Ecco un tema, non nuovo ma mai risolto, che merita tenere presente per il futuro…