L’ossessione per i rankings, e le conseguenti “stelle”, non aiuta neppure i ristoranti: gualtiero marchesi a La 7 spiega con chiarezza il perché.
Comprende commenti e materiali riferiti a esperienze e sistemi di valutazione
L’ossessione per i rankings, e le conseguenti “stelle”, non aiuta neppure i ristoranti: gualtiero marchesi a La 7 spiega con chiarezza il perché.
“Occorrerebbe quindi consigliare a chi ha il coraggio di parlare di “misurazione oggettiva delle qualità” di tacere definitivamente, se non altro per evitare di fare la figura del ciarlatano” così scrive il prof. Israel nel suo blog e non si può che concordare: parlar-per-numeri
E’ disponibile il testo della prolusione che ho tenuto il 15 febbraio in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico alla LIUC, sul tema della valutazione nell’università, considerata non come fatto tecnico ma come problematica strategica.
Su Repubblica si analizzano i problemi psicologici degli insegnanti un aspetto che andrebbe meglio curato: le-trappole-della-vita-da-prof – nella-casa-dei-maestri-in-bilico
L’inaugurazione dell’ anno accademico si è svolta oggi alla LIUC: ecco le slides della prolusione
Il 15 febbraio in LIUC si inaugura l’anno accademico: presento una prolusione sulla valutazione nei sistemi universitari: “come promuovere qualità, apprendimento e innovazione” .
Nell’avvio del nuovo anno merita riflettere su questo articolo di antonio scurati sulla smania di valutare, commemorare, premiare che invade tutti i campi della vita sociale: “la nostra smania valutativa di fine decennio è sintomo della nostra sopravvenuta incapacità di assegnare valore alle cose” … “La Sindrome da Classificazione Compulsiva rientra, insomma, nel nichilismo profetizzato da Nietzsche come cifra interpretativa della decadenza di una civiltà…”
“Si pensi ai premi letterari (dal Nobel in giù). Un tempo avevano valore presso una cerchia interna e ristretta di esperti, appassionati, conoscitori, addetti ai lavori. Oggi, anche nei rari casi in cui conservano ancora qualche valore, lo conservano solo per gli esterni, per chi ignora i meccanismi e le macchinazioni da cui sono governati. Sopravvivono e prosperano in regime di piena esteriorità del loro valore riconosciuto… la pulsione a classificare, commemorare, premiare, configura un nevrotico passage à l’acte, un passaggio impulsivo all’azione non traducibile in parole o pensieri e che porta con sé un carico intollerabile di frustrazione, la frustrazione di chi è incapace di collocare l’esperienza della propria situazione all’interno di un tutto dotato di significato. In questa situazione, per valutare le cose e le persone rimangono soltanto criteri esteriori. Su tutti, trionfa il più esteriore: il successo, questo banale participio passato del verbo succedere, di recente innalzato a metro di tutte le cose”.
Polemiche pesanti continuano a investire le decisioni delle università che toccano le carriere dei docenti. All’origine c’è forse la difficoltà di condividere una stessa visione di cosa è merito. L’articolo di Perotti è tranchant e individua nomi e cognomi dei “colpevoli” riferiti tra l’altro a concorsi per trasferimenti, dove i criteri di riferimento sono ancora più opinabili che per l’ingresso nei ruoli arsenico-e-vecchi-concorsi Inevitabile quindi che la polemica si trascini con risposte-e-replica Una degli interessati ha anche un ruolo importante in ambito formativo e il suo merito non manca di riconoscimenti: premio di tipo però che l’accusatore non sembra ritenere valido…
Il sito di domusdeluna reagisce contro una campagna di stampa male informata sull’assistenza ai minori. Il consiglio è di diffidare di chi “vorrebbe aprire tutte le porte con la stessa chiave”, prevedendo soluzioni univoche per bisogni diversificati. Come sempre, mancano serie valutazioni delle politiche pubbliche, sostituite da polemiche tanto più urlate quanto più si basano sul “sentito dire”.