La Repubblica ha pubblicato l’ intervento di Sergio Marchionne all’incontro di fine anno con i dirigenti del gruppo Fiat. Significativa la conclusione su cambiamento e squadra di leader:
” Il 2009 sarà un anno carico di significato. Se la realtà ci cambia sotto gli occhi, anche noi dobbiamo cambiare, e cambiare di continuo. Questo vuol dire che nessuno può fare più conto sulle certezze di ieri. Sono convinto, oggi più che mai, che la più grande qualità della Fiat risieda nell’avere una squadra di leader che può dare prova di tutto il suo valore nel gestire questa fase”.
E’ stato recentemente promosso un interessante leadership research network che consente tra l’altro l’accesso a una serie di paper internazionali sull’argomento.
Nel laboratorio di cinema, romanzi & management abbiamo discusso il film il-grande-capo di Lars von Trier. Ecco il mio commento pubblicato qualche tempo fa.
Il casino di Sanremo ha istituito il premio casino-cento-anni-da-qui attribuendolo anche all’Olivetti: “Abbiamo scelto due gruppi imprenditoriali che in cento anni di attività- spiega il presidente di Casinò Spa DonatoDi Ponziano– “hanno saputo cercare l’eccellenza nel loro campo e di questa hanno saputo fare un elemento determinante e vincente. Già dagli anni settanta l’Olivetti è stata uno dei simboli della modernizzazione industriale nazionale…”
Ormai sono tutti contro la finanza creativa. Ecco montezemolo : «Attenzione, sarebbe sbagliato mettere l’industria contro la finanza, ma bisogna dire le cose come stanno: i mutamenti riguarderanno anzitutto il settore creditizio, dove l’ingordigia e la speculazione, soprattutto americana, hanno prodotto la distruzione di risorse che cittadini ed imprese gli avevano affidato. Speriamo si chiuda definitivamente la stagione della finanza creativa – nel pubblico e nel privato – e delle ricchezze costruite sulla speculazione».
E’ uscito il n° 4-5, 2008 di Risorse umane nella PA con un editoriale di Renato Ruffini “E io pago…” e una nuova uscita di Letture e visioni che commenta il film Il Divo di Paolo Sorrentino: RUnellaPA_n.4-5,2008 Ecco una versione abbreviata del commento
Anno zero ha dedicato una puntata al film: sono disponibili i video di alcuni interventi
I giornali hanno riportato che Tremonti, parlando ai giovani industriali a Capri, ha ribadito una cosa che sembra ovvia: «la finanza non è un fine ma un mezzo, la finanza trasferisce ma non produce ricchezza» tremonti ai giovani
In realtà Tremonti come mostra il video ha invitato i giovani industriali a riflettere in profondità partendo dalla ragioneria come vera e propria parabola che illustra la mutazione avvenuta nel capitalismo. Ecco un passaggio essenziale: “Questa tendenza parossistica e istantanea dal conto patrimoniale al conto economico riflette una profonda mutazione intervenuta nel capitalismo, all’origine nel vecchio mondo contava in partita doppia il conto patrimoniale ma anche il conto economico, contava il meccanicismo e l’automatismo dei valori espressi giorno per giorno dalla borsa ma contavano anche altre valutazioni che avevano un carattere fiduciario, organico, personale , non 100 anni fa, ma 10 anni fa contava il conto economico ma contava nell’economia conoscitiva e gnoseologica del bilancio anche una serie di categorie diverse, il prudente apprezzamento degli amministratori (…) Continua la lettura di La parabola di Tremonti→
L’intervento dello Stato torna a essere invocato quando serve marcegaglia
ma è difficile pensare che questo possa avvenire senza che si debba pagare un costo da parte delle classi dirigenti comunque coinvolte in questa situazione elites_in_pericolo
“From Higher Aims to Hired Hands:The Social Transformation of American Business Schools and the Unfulfilled Promise of Management as a Profession” è il titolo del libro di Rakesh Khurana che illustra come le business schools abbiano rinunciato all’ideale di fare del management una vera professione, accontentandosi di gestire dei prodotti, i master in business administration MBA, e di trattare gli studenti come consumatori: khurana