Archivi categoria: risposte alla crisi

Rientrano in questo argomento riflessioni e proposte su come reagire alla crisi finanziaria e dell’economia esplosa nel 2008

Altre condanne…

Anche i processi   del festival dell’economia di Trento alla finanza e ai  controllori e politici si sono conclusi con significative condanne da parte della giuria di studenti. Un esito abbastanza scontato ma che lascia comunque qualche perplessità dato che accusatori, difensori e giurati erano quasi tutti comunque espressione della cultura economica.  C’è stata quindi una certa dose di autoreferenzialità, singolare per una cultura che fa del confronto con l’esterno (il mercato) uno dei suoi dogmi.  Uno degli interventi di grande interesse di Trento proviene invece  non a caso da una diversa cultura di cui si è fatto portatore giuseppe de rita  che ha introdotto il concetto di capitalismo territoriale…

Difese e accuse

Mentre al festival di Trento l’economia gestisce accusa e difesa del proprio  processo , Guido Rossi in un articolo su La Repubblica : lo-spirito-ambiguo-della-ricchezza , assume una posizione più radicale: “Ciò è accaduto non tanto o non solo perché avidità e stupidità dei singoli abbiano avuto il sopravvento ma perché avidità e irrazionalità sono state teorizzate e poste alla base di un sistema che si sta disgregando”.

Processo agli economisti

Nel dibattito su il Sole 24 ore e al prossimo festival dell’economia  di Trento è aperta la critica alle teorie e ricette diffuse in questi anni dagli economisti. Roberto Perotti nell’articolo economisti alla sbarra  sintetizza argomenti a favore e contro, cadendo in un eccessivo tecnicismo che lo rende assai poco persuasivo.  Di altro livello culturale l’intervento del Cardinale Angelo Scola il sonno della ragione genera crisi , che coglie la radice del problema nell’avarizia idolatra e l’esigenza di ripartire riconoscendo la priorità della societa rispetto a “stato”e “mercato”. il “pensiero unico” che si imputa agli economisti non significa assenza di una pluralità di teorie ma significa la priorità indiscussa del ragionamento economico e dei conseguenti fini rispetto ad altri ambiti di valutazione. Dal mio punto di vista, non posso non rimarcare la pulizia concettuale e di linguaggio del Cardinale anche in passaggi secondari come quando afferma “si potrebbe parlare di capitale umano e sociale, ma preferisco chiarire che si tratta della capacità unica dell’essere umano di ‘dare un nome alle cose’…”  La teoria e il linguaggio stesso del ‘capitale umano’ altro non è infatti che una manifestazione di quel pensiero unico dell’economia che per dare valore all’umano deve ricondurlo a cosa.

Momento critico

Il processo di riforme della PA si trova di fronte a un   passaggio critico costituito dall’irrisolto e storico conflitto di competenze tra il Dipartimento della Funzione pubblica (che fa capo alla Presidenza del Consiglio come ministero senza portafoglio) e Il Ministero dell’economia. Indipendentemente dai ministri che si sono succeduti nel tempo queste strutture non hanno mai collaborato in modo apprezzabile nell’implementazione delle riforme, determinando uno dei motivi non secondari per gli insuccessi del passato. Sarà ancora così?

Il merito secondo Abravanel

Stamattina in LIUC c’è stato il convegno sulla   meritocrazia con Roger Abravanel autore  del noto  libro  su questo tema. Una battaglia per promuovere il merito è sacrosanta in Italia e il successo del libro di Abravanel significa certamente che le esigenze che esprime con forza hanno un ampio riscontro nella società. Mi sembra  che le sue analisi e proposte possano essere discusse e anche criticate come ho cercato di  fare nel dibattito: l’Italia di oggi non è solo stagnazione e declino e non c’è solo il modello dei paesi anglosassoni e delle loro imprese e istituzioni educative.