Archivi categoria: risposte alla crisi

Rientrano in questo argomento riflessioni e proposte su come reagire alla crisi finanziaria e dell’economia esplosa nel 2008

Le risorse intangibili: IAS = Potemkin?

Esistono anche dei dottori commercialisti che hanno spirito.  Questo articolo della rivista dell’ordine dei commercialisti bolognesi Il Torresino pubblica questo editoriale dove accosta ai Principi Contabili Internazionali (IAS) il noto giudizio di Fantozzi (il personaggio del film comico non il liquidatore della bad company di Alitalia) sul celebre e noiossimo film “La corazzata Potemkin”.  Si legge tra l’altro in questo articolo: “Il mio pensiero è chiaro: i Principi Contabili Internazionali introducono in un rendiconto, quale è il bilancio di esercizio, una soggettività da parte di chi lo redige che rende del tutto inattendibile il risultato che emerge dal rendiconto stesso (…) Dopo fiumi di inchiostro, migliaia dipagine scritte su “CGU (Cash Generating Units), CAPM (Capital Asset Pricing Model), Fair Value”, ecc., finalmente ci si è accorti che i bilanci delle società quotate che adottano gli IAS sono pieni di Intangibles. Ma se ne sono accorti anche i mercati che, spesso, quotano le azioni al di sotto dei mezzi propri,disconoscendo quindi implicitamente parte degli attivi patrimonializzati”.

Personalmente non sono un tecnico dei bilanci e non mi intendo di IAS ma in una ricerca sul capitale intellettuale (e quindi gli intangibles) delle banche avevo scritto ancora nel 2003: “Le conclusioni sinora tratte, sia con riguardo ai contenuti delle risorse intangibili, interpretati attraverso il modello del capitale intellettuale, sia con riguardo alle leve del management, evidenziano come il valore non si ottenga con una semplice sommatoria dei diversi elementi considerati, ma sia il frutto della loro integrazione e coerenza. Il valore in sostanza è espresso da una sintesi di molteplici elementi di natura immateriale: ciò che conta non è la loro massimizzazione disgiunta, ma l’effetto sistema, il bilanciamento dei diversi aspetti, la loro rispondenza a un progetto strategico che li connette insieme. Si sbaglierebbe quindi a trattare il valore degli elementi intangibili allo stesso modo di quelli materiali: quantificare e trattare come statico ciò che per propria natura è qualitativo e dinamico rappresenta una forzatura molto rischiosa. L’attenzione verso le risorse intangibili è quindi giustificata più sul piano delle linee guida per il management, delle leve manageriali che abbiamo considerato, che non su quello della diretta misurazione del valore economico”.

Le belve moderne

Nelll’intervista al Manifesto guido rossi utilizza la metafora della “giungla abitata da belve selvagge” riferendosi al mondo della finanza e delle banche:

«Ha presente gli animal spirits imprenditoriali di cui ci parla John Maynard Keynes nella sua Teoria Generale? L’economista di Cambridge si riferiva allo spirito libero che avrebbe dovuto ispirare l’azione dell’attività imprenditoriale. Oggi quell’immagine suggestiva di Keynes fa venire i brividi se si pensa alla sua metamorfosi. A cosa mi riferisco? Non vorrei essere troppo crudele ma oggi se devo pensare agli animal spirits della nostra epoca mi vengono in mente i banchieri. Purtroppo questi moderni animal spirits, senza alcun controllo, hanno spinto l’economia mondiale sull’orlo del più grande disastro degli ultimi decenni. Le fornisco soltanto un dato piuttosto impressionante di questo disastro: a causa dell’azione combinata dei nostri animal spirits, dal giugno 2007 alla fine del 2008 la perdita degli asset dei fondi pensione negli Usa è di 1,3 trilioni di dollari. Un dato devastante che dimostra quanto la finanza abbia corroso l’economia reale e la vita delle persone».

Era postmoderna

Nell suo solito intervento del lunedì sul corriere alberoni sostiene che “Oggi ci rendiamo conto che continua ad esserci differenza fra reale e immaginario, fra realtà e apparenza”.  Di fronte alla crisi è caduta l’idea postmoderna di società.  Secondo lui, la preferenza per i risultati a breve,  per le astute operazioni finanziare, per “il successo subito, la notorietà subito, il piacere immediato, non importa come”,   l’individualismo e l’edonismo  hanno improntato una diagnosi su cosa sia e dove stia andando la nostra società che “è stata insegnata come dogma nelle università, nei master, nei seminari fino all’estate scorsa”.  Ciò può valere per Alberoni e colleghi ma non rappresenta la realtà dei molti che hanno saputo coltivare visioni più realistiche anche in questi ultimi anni.

Ritorno alla base

L’intervento di baricco  che propone di investire risorse pubbliche su scuola e tv per una diffusione di cultura ha un interesse anche dal punto di vista delle riforme della pubblica amministrazione: può essere letto forse nel senso del “tornare alla base”, recuperare i significati essenziali e anche tradizionali dell’intervento pubblico lasciando il resto all’iniziativa privata.

Ecco anche la replica: il-cambio-di-scena-che-serve

Intelligenza e libertà

Sono interessanti le posizioni del teologo Vito Mancuso, molto al di là dell’aspetto che riguarda cristianesimo e fede. Ecco alcuni interventi in cui :

 ripropone l’attualità di Simone Weil e del suo pensiero:  la-ragazza-che-sfido-il-tiranno

individua analogie e convergenze tra il pensiero egualmente rigido di scienziati materialisti (il pensiero neodarwinista ortodosso), da un lato, e la dottrina ufficiale della Chiesa cattolica in tema di bioetica, dall’altro “a prima vista sembra non ci debba essere nulla di più distante, ma le cose, forse, non stanno così”:  una-strana-convergenza

rivaluta la capacità di distinzione  tra diritto ed etica   propria dei vecchi democristiani come Andreotti:  etica-di-fronte-alla-vita-vegetale

Tremonti e fra’ Luca

“Le patologie del capitalismo e il piano del presidente Obama”  è il titolo di un articolo di Giulio Tremonti scritto per Italianieuropei e anticipato  dal Corriere del 12 febbraio:  Patologie_del_Mercato C’è dentro un’analisi della crisi basata su 4 patologie. Interessante in particolare la quarta , secondo cui l’ultimo capitalismo si “è liberato dal vincolo della partita doppia”. Qui Tremonti rende omaggio a “un antico francescano, fra’ Luca Pacioli”. Così il capitalismo si sarebbe spostato solo sul conto economico, abbandonando la base del conto patrimoniale. Questo non è stato solo un passaggio contabile, è stato soprattutto un passaggio politico e morale”.  (…) E’ così che il capitalismo ha preso la forma istantanea del conto economico. E’ così che è venuto via via configurandosi un capitalismo di tipo nuovo, di tipo take away: estrai ricchezza dal contro patrimoniale, saccheggi i valori che ci sono dentro e li porti fuori”.

Welfare e occhiali

Luxottica ha realizzato un innovativo accordo che guarda al di là delle mura dell’azienda e promuove un  welfare-complementare-territoriale   I contenuti implicano un impegno dell’azienda nell’ottenere da diversi interlocutori condizioni più favorevoli per i propri dipendenti e le relative famiglie, in campi che vanno  dalla  formazione e istruzione scolastica per i figli  (borse di studio e orientamento professionale), ad accordi con le catene di supermercati e negozi per acquistare beni di uso primario; da convenzioni con centri sanitari alle cure odontoiatriche, pediatriche e specialistiche fino ad aiuti per l’uso dei mezzi di trasporto l’assistenza sociale di sostegno alle famiglie.