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Comprende commenti e materiali riferiti a esperienze e sistemi di valutazione

Il progetto Ambrosetti per l’università

Sul sito della CRUI è disponibile il rapporto di European House Ambrosetti su   università e sfida competitiva che contiene proposte organiche e innovative per il rilancio dell’università italiana, facendo leva sulla valutazione dei risultati e su un’impostazione meritocratica. E’ un progetto certo di non facile realizzazione ma ha il merito di essere esposto in modo preciso e concreto.

Qualità dinamica e creativa

La European University association ha pubblicato un nuovo rapporto sulla quality assurance Improving quality, enhancing creativity  che sostiene l’importanza che i processi di QA lascino spazio per  il rischio e per l’errore mettendo in grado le istituzioni formative di identificare e correggere un eventuale fallimento. L’attenzione alla qualità non deve quindi impedire la creatività introducendo un regime troppo stretto di conformità, come di fatto è avvenuto in tente esperienze imperniate su standard di vario tipo.

Ecco le 7 raccomandazioni finali del rapporto:

 • To ensure that quality assurance is context sensitive (e.g. taking account of different disciplines, cultures and national contexts)
• QA should be inclusive – engaging the whole university community (academics and students) and should not just be the responsibility of a ‘QA unit’
• Effective quality assurance is based on a successful partnership between agencies and institutions, which should leave space for ‘trust and self-reflection’
• Sharing QA ‘experiences’ is essential, and the authors recommend the creation of platforms for dialogue both between departments, institutions and even at European level (These platforms should not, however, be based solely on copying good practices, but stimulating critical analysis.)
• QA processes must support institutions’ capacity to change and to reach strategic goals
• Agencies and institutions need to ensure engagement of all key actors in QA processes.

Risorse e proteste

L’assegnazione di risorse in chiave premiante alle università, per quanto modesta, basta a suscitare   proteste e reazioni degli svantaggiati. Non si dice però che in parallelo agisce una diversa assegnazione di fondi che attutisce ancora l’effetto e salvaguardia le situazioni in essere.

L’errore di guardare solo i numeri

McKinsey Quarterly ha pubblicato una conversazione con lo studioso americano Richard Rumelt sulle lezioni che i manager possono trarre dalla crisi, il quale critica il modo  in cui molti manager utilizzano le misure quantitative di performance aziendale (e ribadisce così i fondamentali dell’economia aziendale, purtroppo sempre più ignorati nel tempo):  “This smooth-sailing fallacy arises when we mistake a measure for reality. Competent management always looks deeper than the numbers, deeper than the current measures. Incompetent management just focuses on the metrics, on the body count, on quarterly earnings—or on GDP growth or the consumer price index. And that’s how we get into these troubles. We really have to think about the redesign of a lot of institutions and doctrines around measurement. This lesson is fundamental: you cannot manage by just looking at the results meter”.

Dalle parole ai fatti…

L’analisi di   lavoce.info  mostra che la distribuzione di fondi pubblici alle università secondi criteri premianti del merito è puramente simbolica e in grave ritardo. Ancora una volta si manifesta l’endemico divario tra parole e fatti che caratterizza i comportamenti dei nostri governi , soprattutto nelle riforme che riguardano la spesa pubblica …